Belfast

Un tempo Belfast , la capitale dell’Irlanda del Nord faceva parte insieme a Beirut, Baghdad e Bosnia delle quattro “b” sconsigliate ai viaggiatori. Nel 2018 è stata votata da Lonely Planet “Best in Travel 2018” che l’ha definita come una città “piena di quartieri di tendenza che brulicano di bar, ristoranti e locali adatti ad ogni stile. I vecchi cantieri arrugginiti sono diventati l’emozionante Titanic Quarter, sede di residenze particolari e di un museo sensazionale”.

E’ proprio da Belfast, in gaelico Béal Feirste, che parte il mio viaggio attraverso alcuni dei più bei paesaggi d’Irlanda, da qui infatti, insieme al mio compagno, partiremo verso nord lungo la costa di Antrim, proseguiremo verso ovest lungo la Causeway Coastal Route fino ad arrivare a Derry. Raggiungeremo poi la Contea di Donegal  e scenderemo lungo la costa fino al Connemara e Galway per poi concludere il nostro viaggio a Dublino.

Belfast ci accoglie in un tardo pomeriggio di Agosto sotto un cielo minaccioso di pioggia. A causa di un forte temporale siamo rimasti fermi più di 3 ore a Londra e questo ci ha scombinato i piani. Abbiamo infatti scelto di dedicare alla visita di questa città solo un pomeriggio preferendo partire subito per il nostro viaggio itinerante. Il ritardo quindi non ci consente di vedere quelle poche cose che avevamo in programma.

Ritirata l’auto, dobbiamo infatti fare subito i conti con la guida a sinistra, ma a parte i primi minuti di confusione,  Giorgio se la cava più che egregiamente.

Dopo aver lasciato le valige al Park Inn by Radisson Belfast ci lanciamo alla scoperta della città. Passeggiamo per il Cathedral Quarter, un quartiere a nord del centro intorno alla St. Anne’s Cathedral, popolato da pub, ristoranti e atelier di design. Passiamo poi di fronte al City Hall un’imponente struttura dallo stile rinascimentale in pietra bianca.

City Hall

Concludiamo la serata cenando al Bar and Grill del James St. Restaurant Belfast, ottimo!

Cena al Bar and Grill del James St. Restaurant Belfas

Tornando verso l’hotel, fatichiamo però a riconoscere la città vivace che altri viaggiatori raccontano. Forse complice l’ora, la città ci appare semi-deserta, negozi chiusi, strade e ristoranti poco affollati. Il tutto unito alla moderna e massiccia architettura, mi lascia addosso una strana sensazione di tristezza. La stessa sensazione che ancora oggi ho se penso a Berlino.

Credo che un passato pesante e troppo recente ha lasciato un segno indelebile su entrambe le città: un muro le ha divise e le ha segnate nel profondo.

Un muro infatti, chiamato Peace line, divideva case, scuole, pub e negozi, fu costruito negli anni Settanta all’apice dei “troubles”.  Con  “troubles” si identifica  il conflitto che ha insanguinato l’Irlanda del Nord dal 1960 al 2000 con oltre 3.000 vittime, tra cui più di 1800 civili.  Un periodo di violenti scontri a Belfast e Derry tra la minoranza nazionalista-cattolica-indipendentista e la maggioranza protestante-lealista che portarono il governo britannico ad un intervento militare. La causa ufficiale del conflitto fu la discriminazione a cui i cattolici furono sottoposti nella ricerca di lavoro e in politica.

Il seguito è un’escalation di violenze da parte di ogni fazione: bombe, attentati, spari sulla folla e durezze carcerarie. Il conflitto si chiuse ufficialmente con l’accordo del Venerdì Santo – Good Friday Agreement – firmato il 10 aprile del 1998.

La storia di questo periodo storico è scritta nei Murales di Belfast, attraverso la street art, una forma di arte ed espressione che i suoi abitanti hanno utilizzato per esprimere la propria posizione e raccontare gli episodi del conflitto.

Nonostante il poco tempo a nostra disposizione, l’indomani decidiamo di svegliarci molto presto e, prima di partire per la costa nord, visitare questo luogo così importante.

Il muro più famoso si trova nella zona periferica di Belfast e divide Shankill Road, roccaforte dei protestanti, da Falls Road, baluardo dei nazionalisti irlandesi. Negli anni è diventato un’attrazione turistica ma per i combattenti di allora e per la popolazione, rappresenta un santuario eretto alla memoria dei caduti di ambo gli schieramenti.

Lo raggiungiamo direttamente in auto in modo da essere autonomi e veloci ad uscire poi dalla città.

In alternativa potete usare i black taxi, che attraverso tour organizzati fanno scoprire ai turisti i murales più famosi e il loro significato.

Il murales più famoso è quello che rappresenta Bobby Sands, volontario del Provisional IRA (organizzazione paramilitare indipendentista). Bobby Sands morì nel carcere di Long Kesh dopo uno sciopero della fame durato 66 giorni, come forma di protesta contro il duro regime carcerario imposto ai detenuti.

Bobby Sands

Dopo aver concluso la visita ai Murales, partiamo alla volta della Causeway Coastal Route.


Vi elenco comunque le cose da vedere a Belfast se, a differenza nostra, avrete più tempo a disposizione da dedicare alla città. 

Cose da vedere a Belfast

Cathedral Quarter

La zona più centrale di Belfast intorno alla St. Anne’s Cathedral, popolata da pub, ristoranti e atelier di design.

St Anne’s Cathedral

Punto religioso principale della città, costruito intorno al 1899. Degna di nota la pavimentazione della chiesa in marmo bianco e nero disposta in modo da formare un labirinto. Seguendo il marmo bianco, il percorso conduce all’altare.

City Hall

Municipio e centro del potere politico cittadino. La costruzione è in pieno stile rinascimentale classico in pietra bianca di Portland. E’ possibile effettuare visite guidate di 45 minuti.

Linen Hall Library

Di fronte al City Hall si trova la Linen Hall Library, la più antica biblioteca dell’Irlanda del Nord, che ospita circa 260.000 volumi.

I murales di Belfast

I Murales di Belfast sono forse una delle attrazioni più caratteristiche e importanti della città. Se ne contano più di 130 nella parte popolare ad ovest del centro cittadino. Delle vere e proprie opere d’arte che raccontano la storia e i feroci scontri avvenuti nello scorso secolo.

Titanic Museum

All’interno di un edificio scintillante si trova il museo dedicato alla storia del Titanic. Qui infatti fu costruito la famosa nave dallo sfortunato di destino. La mostra ripercorre tutte le fasi della sua costruzione fino al tragico affondamento. Un’attrazione da non perdere che per gli appassionati di questa leggenda del mare.

SS Nomadic

Proprio alle spalle del Titanic Museum è possibile visitare l’ltima imbarcazione rimasta appartenente alla flotta della compagnia White Star Line. La nave faceva da tender tra la terra ferma e il Titanic è da considerarsi l’unica nave sorella di quest’ultima ancora galleggiante e aveva il compito di trasbordare i passeggeri della prima e seconda classe a bordo del Titanic.

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“Non dovremmo negare che l’essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla liberà assoluta, e la strada porta sempre a Ovest” (Christopher McCandless) Amo questa frase, amo essere nomade e viaggiare per il mondo, le mie strade portano ovunque mi spinga la mia curiosità e la mia voglia di vedere, fotografare, scoprire ed emozionarmi, ovest, est, nord o sud che sia. Niente più di un biglietto aereo e una cartina in mano mi da questa sensazione di totale libertà, viaggerei sempre e ovunque, il mondo è così grande che non c’è un posto dove non andrei. Adoro portare per le strade del mondo questa ragazza curiosa, sognatrice, insicura, indipendente, ironica, timida, pasticciona, ansiosa, solare, testarda, fifona, buona, amicona, non convenzionale e che si descrive in terza persona! In questo blog vi voglio raccontare i miei viaggi, le mie emozioni… la mia libertà!

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