Il selvaggio Donegal: Glenveagh National Park, Dunfanaghy, Horn Head

Dopo aver percorso la Causeway Coastal Route fino a Derry, un tuffo nella natura selvaggia e incontaminata della Contea di Donegal

La contea di Donegal (Dun na nGall = foreigners’ fort = forte degli stranieri) è una delle zone più selvagge e affascinanti d’Irlanda, dove ogni singolo luogo meriterebbe una sosta. Situata all’interno dello stupendo panorama montano della regione nord-occidentale d’Irlanda, Donegal è una delle contee più affascinanti d’Irlanda e soprattutto meno considerate dal turismo di massa. Da qui parte la Wild Atlantic Way un itinerario lungo la costa occidentale  fatto di altissime scogliere, graziosi villaggi, spiagge nascoste, antiche tradizioni e gente accogliente.

Dopo aver percorso la Causeway Coastal Route con le sue attrazioni affollate di turisti, giungere qui, tra silenziose strade di campagna, è senza dubbio un’esperienza unica.  Allontanarsi dalle più note destinazioni turistiche permette di scoprire luoghi meravigliosi, poco noti e che entrano dritti dentro al cuore.

Il Donegal è un luogo dove fermarsi, dove sedersi in mezzo alla natura e assaporare ogni momento,  ogni singolo respiro, cercando di immagazzinare immagini, profumi e sensazioni  da inserire nell’album dei ricordi. Un paesaggio così appagante, ricco di luce, colori e silenzio difficilmente l’ho trovato altrove.

Sono infatti felice di dedicare a questa zona ben due giorni del nostro itinerario, dormendo una notte a Dungloe e una notte a Donegal Town.


Il nostro terzo giorno in Irlanda inizia con il viaggio che da Derry ci porta alla nostra prossima tappa: il Glenveagh National Park. Un parco di 16.500 kmq, all’interno del quale è possibile ammirare torbiere, laghi, querce e betulle, un paradiso per gli escursionisti.

Per godere della bellezza del Glenveagh National Park basta spostarsi senza meta lungo la R251 e la R254 immergendovi nel suo paesaggio dorato. All’interno del parco è anche possibile visitare il Glenveagh Castle, ma solo partecipando ad una visita guidata, alle automobili infatti non è consentito proseguire oltre al centro visitatori del parco.

Lasciata la zona del parco, proseguiamo qualche chilometro lungo la R251, una strada che attraversa  una natura incontaminata, solo colline, montagne e noi. 

Il paesaggio lungo la R251
Il paesaggio lungo la R251
Il paesaggio lungo la R251

Lungo la strada infatti incrociamo davvero pochissime auto e dopo pochi minuti ci fermiamo in un’area di sosta ai piedi del monte Errigal.

Da qui si può ammirare una vista meravigliosa sulla valle e sul Poison Glen. Il Poison Glen o più raramente Poisoned Glen (Gleann Nimhe in gaelico irlandese, anticamente Gleann Neamh) è un glen desolato e selvaggio situato a ridosso delle pendici occidentali, ripide e scavate, dei Derryveagh. È circondato dalla mole imponente del monte Errigal a nord e dal pittoresco Dunlewy Lough e dall’omonimo villaggio ad ovest. 

Se capitate qui per l’ora di pranzo e le condizioni meteo sono favorevoli, potete anche fermarvi per un pic-nic, l’area di sosta è infatti attrezzata e pranzare con questa vista deve essere senz’altro un’esperienza unica.

Ripercorriamo poi la R251 e puntiamo a nord verso Horn Head. Prima però decidiamo di fare una tappa per pranzo a Dunfanaghy

Dunfanaghy (Dún Fionnachaidh in gaelico irlandese) è un piccola cittadina delle costa settentrionale del Donegal, situato lungo la Wild Atlantic Way, tra prati, brughiere e spiagge sabbiose. 

Lasciata l’auto ci incamminiamo lungo la Dunfanaghy Bay. La baia oggi è asciutta e diverse persone, chi a piedi, chi a cavallo, la percorre. Decidiamo quindi di raggiungere la spiaggia da qui. La giornata è meravigliosa, il sole è caldo e si respira un forte profumo di mare, insomma non potevamo chiedere di meglio.

Dunfanaghy vista dalla Sheephaven Bay
Sheephaven Bay
Sheephaven Bay

Arrivati alla spiaggia, si apre davanti a noi un paesaggio meraviglioso, mare dalle infinite tonalità di blu e morbida sabbia chiara, che pace!

Dopo la passeggiata giunge il momento del pranzo e camminando lunga la via principale di Dunfanaghy vengo rapita da un delizioso ristorantino, il Lizzie’s Diner.

Il mio istinto, quando si tratta di cibo, non sbaglia mai! 2 ottime seafood chowder e una buonissima torta di mele, ad oggi credo di non averne mai mangiata una così buona.

Lizzie’s Diner

Lasciata Dunfanaghy ci dirigiamo verso la prossima tappa, che è d’obbligo se si passa da qui: il punto panoramico di Horn Head.

Nella penisola di Horn, il Donegal rivela la sua bellezza intatta e senza tempo. Le pareti di roccia di Horn Head abitate da uccelli, ricoperte di erica viola e spazzate dal vento impetuoso, si gettano a capofitto nel mare blu. 

Horn Head
Horn Head

Un posto davvero magico che ci lascia senza fiato, si respira un senso di pace e libertà difficile da descrivere. Non ci resta che camminare,  fermarci e riempirci gli occhi di meraviglia. Inoltre, in giornate limpide come queste, è possibile ammirare i promontori di Rossguill, Fanad e Inishowen o addirittura vedere in lontananza le coste delle isole Tory, Inishbofin, Inishdooey e le Inishbeg Islands.

Horn Head

Consiglio: per raggiungere Horn Head provenendo da Dunfanaghy basta riprendere la N56, a un certo punto troverete l’indicazione per svoltare a destra. Dopo circa 5 km arriverete a un parcheggio da dove parte un percorso di circa 1,5 km che porta direttamente alla punta di Horn Head.
Dopo Horn Head ci dirigiamo verso Dungloe la piccola cittadina che ci ospiterà per la notte. Lungo il tragitto buchiamo una ruota, veniamo però prontamente tratti in salvo da una gentilissima e sorridente signora irlandese che ci accompagna nel minuscolo paesino di Money Beg, dove un altrettanto gentilissimo meccanico ci ripara la gomma per soli 5 euro.

Dopo il piccolo intoppo, arriviamo a Dungloe in serata. Dungloe è una graziosa cittadina con pub e negozi che si affaccia su una piccola baia.

Dungloe
La baia di Dungloe vista dal Waterfront Hotel

Per la nostra terza notte abbiamo scelto di alloggiare al bellissimo (e aimé costoso) Waterfront Hotel. L’hotel si affaccia direttamente sulla baia e oltre a camere davvero confortevoli dispone anche di bar e ristorante.  Nonostante questo, decidiamo comunque di uscire e cenare a Burtonport.

Burtonport è un minuscolo villaggio a 10 minuti d’auto da Dungloe, molto tranquillo e ora molto silenzioso. Qui negli anni 70 venne fondata una comunità i cui seguaci praticavano la terapia dell’urlo primordiale. Ovviamente noi non siamo Burtonport per questo, ma per cenare al Lobster Pot, un pub ristorante dove potrete cenare con ottimi piatti,  dell’ottima birra e se siete appassionati, guardando qualche partita di calcio in TV.

Terminata la cena rientriamo a Dungloe e concludiamo la nostra giornata con un bellissimo tramonto sulla baia.

L’indomani proseguiremo il nostro viaggio nella Contea di Donegal lungo l’emozionante Wild Atlantic Way. 


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“Non dovremmo negare che l’essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla liberà assoluta, e la strada porta sempre a Ovest” (Christopher McCandless) Amo questa frase, amo essere nomade e viaggiare per il mondo, le mie strade portano ovunque mi spinga la mia curiosità e la mia voglia di vedere, fotografare, scoprire ed emozionarmi, ovest, est, nord o sud che sia. Niente più di un biglietto aereo e una cartina in mano mi da questa sensazione di totale libertà, viaggerei sempre e ovunque, il mondo è così grande che non c’è un posto dove non andrei. Adoro portare per le strade del mondo questa ragazza curiosa, sognatrice, insicura, indipendente, ironica, timida, pasticciona, ansiosa, solare, testarda, fifona, buona, amicona, non convenzionale e che si descrive in terza persona! In questo blog vi voglio raccontare i miei viaggi, le mie emozioni… la mia libertà!

2 risposte a "Il selvaggio Donegal: Glenveagh National Park, Dunfanaghy, Horn Head"

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