2 giorni nel romantico Connemara

Due giorni alla scoperta della meravigliosa regione del Connemara, fra brughiere, villaggi, spiagge caraibiche e panorami mozzafiato

Il Connemara è un luogo fuori dal tempo, fatto di paesaggi che sembrano usciti dal pennello di un pittore o dalla penna di un poeta. Un luogo tremendamente romantico che ricorda leggende e fiabe, tra laghi, brughiere, vallate solitarie e torbiere.

Ma non solo. Il Connemara (in lingua irlandese, Conamara, “insenature del mare”) è anche deliziosi villaggi e coste frastagliate che creano angoli di paradiso tutti da scoprire. Per ammirare e innamorarsi di questa regione basta percorrere senza meta le stradine che serpeggiano nell’entroterra e lungo la costa, in un susseguirsi di baie e spiagge dai colori meravigliosi.

Il Connemara

Per visitare questa regione occidentale d’Irlanda, io e il mio compagno, abbiamo scelto la città di Galway come base per tre giorni e quattro notti. Dedicheremo infatti due giorni al Connemara e il terzo giorno ci sposteremo a sud per visitare il Burren e le famose Cliffs of Moher.


Giorno 1

Kylemore Abbey

La prima tappa del primo giorno è la Kylemore Abbey, un edificio storico che si affaccia sul lago Pollacapall. Da Galway imbocchiamo la N59 e il primo villaggio che incontriamo è quello di Oughterard.
Oughterard è nelle immediate vicinanze del lago Corrib ed è uno dei principali centri irlandesi per la pesca sportiva di salmoni e trote. Qui, oltre a una breve passeggiata per il paesino, è possibile visitare il castello di Aughnanure.

Oltrepassiamo Oughterard e davanti a noi si apre un panorama meraviglioso, laghi, torbiere e montagne, iniziamo a renderci conto del perché la bellezza di questa regione sia così decantata.

Dopo circa un’ora di auto e diverse soste per scattare foto al paesaggio arriviamo alla Kylemore Abbey.
Kylemore Abbey fu commissionata da Mitchell Henry, un ricco uomo d’affari inglese e dal 1923 al 2010 ospitò la sede della Kylemore Abbey School, scuola cattolica gestita da una comunità di monache benedettine. La visita di questo edificio storico è d’obbligo, soprattutto per la spettacolare cornice che lo circonda, si affaccia infatti sul lago che ne riflette armoniosamente la sua immagine. Sfortuna vuole che l’edificio sia in fase di ristrutturazione e noi non possiamo godere a pieno della sua bellezza.


Consiglio: ai visitatori è consentito visitare soltanto alcune delle sale e i giardini vittoriani (distanti circa 20 minuti a piedi) ma è comunque possibile raggiungere il lago per visitare la chiesa gotica. Il costo del biglietto è di circa 13 euro, qui trovate un ampio parcheggio e un grande ristorante.
Kylemore Abbey è infatti un’attrazione molto famosa decine e di decine di autobus, riversano qui numerosi turisti, soprattutto nei mesi estivi.


Clifden

Risaliti in auto puntiamo verso la nostra prossima tappa Clifden. Saltiamo infatti il Connemara National Park, circa 2000 ettari di brughiere, valli e torbiere attraversati da diversi percorsi escursionistici. Il parco meriterebbe una giornata interna, se siete amanti delle camminate e avete tempo non lasciatevelo scappare!

Via via ci avviciniamo alla costa e percorriamo strade bordate di fiori arancioni che, di tanto in tanto, lasciano spazio a splendidi scorci sul mare.

Lasciamo la strada principale e arriviamo a Tully un gruppo di poche case, due negozi e un benzinaio. Proseguiamo fino a che, una stradina laterale, reclama la nostra attenzione. La strada porta a Renvyle Beach una spiaggia di sabbia fine e acqua cristallina, circondata da rocce, colline e montagne. Uno spettacolo inaspettato!

Arriviamo a Clifden circa all’ora di pranzo. Questo grazioso centro rurale si trova lungo la famosa Wild Atlantic Way tra la grandiosa catena montuosa Twelve Bens e l’Atlantico. Nei mesi estivi viene presa d’assalto dai turisti che, compici le belle giornate di sole, pranzano e oziano nella piazza centrale del paese per poi partire alla scoperta del Connemara o della Sky Road, un strada panoramica a forma di anello che da Clifden arriva fino a Kingston.

A Clifden non c’è molto da vedere: il Connemara Heritage & History Centre, due chiese e due strade principali che creano un ovale imperfetto su cui si affacciano, pub, ristoranti e negozietti caratteristici.

Noi ci limitiamo a passeggiare lungo Main Street fino a una delle due chiese e a pranzare al E J Kings Bar & Restaurant con un ottimo piatto di salmone affumicato. In Irlanda non aspettatevi il salmone affumicato che siamo abituati a mangiare in Italia, qui infatti ha un sapore molto più delicato.

Usciti dal pub una nuvola attrae la mia attenzione… non sembra anche a voi a forma d’Irlanda?

Main Street, Clifden

Sky Road

Lasciata Clifden imbocchiamo la Sky Road, una spettacolare percorso ad anello di 12 chilometri tra baie nascoste, colline fiorite e cavalli che corrono liberi.

Il paesaggio che via via si apre davanti a noi è a dir poco meraviglioso. Ringraziamo per questa giornata di sole che fa brillare così tanto i colori di questa terra, mai visti così accessi e soprattutto mai viste colline così fiorite.

Sky Road

Vorrei fermarmi ogni 100 metri per scattare foto, ma non sempre la strada lo permette, così approfittiamo dei vari punti panoramici con parcheggio per lasciare l’auto e proseguire un po’ a piedi. Questo ci permette di godere ancora di più del paesaggio intorno a noi e di trovare anche qualche nuovo amico.

Conclusa la Sky Road, ci spostiamo verso sud, lungo la costa in direzione Roundstone.

Dopo pochi minuti di auto arriviamo a Mannin Bay, una spiaggia dai colori caraibici e dalla spiaggia bianca, piena zeppa di conchiglie e coralli . Vale decisamente una sosta.

Mannin Bay

Dog’s Bay

Proseguendo lungo la strada costiera, a un certo punto, sulla nostra destra, vediamo una piccola e incantevole baia baciata dal sole, è Dog’s Bay. Il nome Dog’s Bay deriva dalla caratteristica forma ad osso di cane di questa baia, la quale crea due spiagge, una alle spalle dell’altra, entrambe di una bellezza infinita.

Dog’s Bay
Dog’s Bay

Lasciamo l’auto e passeggiamo lungo la prima spiaggia, per poi spostarci alla seconda e scoprire che il vento viene fermato dalle dune fiorite alla nostre spalle. Non possiamo non sdraiarci e rilassarci per più di un’ora in questo fantastico luogo. Il sole è caldissimo, intorno a noi solo il rumore del vento, del mare e in lontananza qualche risata di bambini. Un paradiso.

Dog’s Bay
Dog’s Bay

Dog’s Bay entra di diritto nella mia lista dei luoghi del cuore, quei luoghi che sprigionano energia positiva, che vibrano e ti fanno sentire grata di essere al mondo. Ancora oggi infatti sogno di tornarci, soggiornare in qualche b&b della zona e trascorrere le giornate in totale relax su quella spiaggia. Prima o poi lo farò!

Il pomeriggio ormai volge al termine, quindi raccogliamo le nostre cose e torniamo verso il nostro b&b l’ Oranhill Lodge un piccolo bed and breakfast a Oranmore a 15 minuti di auto da Galway.


Consiglio: vi se vi fermerete in zona Galway qualche notte, vi consiglio vivamente l’Oranhill Lodge. Il b&b è in ottima posizione, a 15 minuti da Galway e direttamente sulla strada che porta a sud per il Burren e le Cliff of Moher. Ha camere ampie, pulite, molto confortevoli e dotate di bagno privato. I proprietari, Ann e Michael sono gentilissimi e sempre pronti a consigliarti, Ann inoltre cucina dei pancakes eccezionali! Ogni mattina, oltre al piccolo buffet, si può scegliere tra diversi piatti, dalla colazione tipica irlandese, ai pancakes, dai french toast alle uova, tutto rigorosamente fatto al momento! Insomma, consigliatissimo!


Essendo amanti di ostriche, per concludere in bellezza questa fantastica giornata, abbiamo prenotato un tavolo al Moran’s Oyster Cottage a Kilgogan, un ristorante dal tetto in paglia, a 10 minuti di auto da Oranmore e circa 30 minuti da Galway. Il ristorante è davvero caratteristico e accogliente inoltre le ostriche arrivano direttamente dalla baia di fronte al cottage, altro che prodotti a km 0!
Se capitate in queste zone all’ora di pranzo e la giornata lo consente potete anche mangiare all’aperto e se non amate le ostriche, nessun problema, il ristorante offre un ampio menù ricco di zuppe e altri piatti.


Giorno 2

Il secondo giorno si apre sempre con l’ottima colazione preparata da Ann e Michael e dopo qualche chiacchiera ci rimettiamo in viaggio ancora verso nord lungo l’itinerario costiero che da Galway porta a Mace Head.

Spiddal

Prima tappa della giornata: Spiddal. Questo piccolo centro ha saputo conservare il suo aspetto semplice e segna l’inizio della regione gaeltacht, l’irlandese parlato. Questa regione inizia nei dintorni di Spiddal e si estende verso ovest fino a Cashel e verso nord fino ai confini della contea di Mayo.

Spiddal
Spiddal

Lasciamo l’auto e passeggiamo senza meta fino a infilarci nel Spiddal Craft & Design Studios, un piccolo “villaggio” lungo la strada principale che riunisce in piccoli cottage gli artigiani della zona. Qui è possibile vedere all’opera scultori, tessitori e acquistare qualche piccolo souvenir.
Degno di nota a Spiddal c’è anche il Tigh Hughes, un pub famoso per gli spettacoli di musica tradizionale. Ovviamente noi, vista l’ora, non siamo entrati.

Il piccolo porticciolo di Spiddal

Lasciamo Spiddal e il panorama si fa via via più spettacolare, con una distesa infinita di campi intersecati da una rete di bassi muretti in pietra.

Lettermore

Indecisi su dove andare ci dirigiamo verso l’isola di Lettermore. Nei miei appunti mi ero segnata Coral Strand, una spiaggia fatta solo di conchiglie e pezzi di corallo, decidiamo quindi di impostare su Google Maps questa meta. Attraversiamo uno stretto ponte che ci porta nel bel mezzo di paludi, torbiere e infine in una terra desolata e popolata da pochissime case di contadini.

Lettermore
Lettermore
Le case dei contadini di Lettermore

Arriviamo infine a quella che il navigatore riconosce come Coral Strand, ma che Coral Strand non è, davanti a noi infatti, solo una minuscola porzione di spiaggia con una barca arrugginita e abbandonata. Guardando poi attentamente la guida leggo che Coral Strand è situata a Carraroe, quindi il navigatore ha toppato in pieno!

Torniamo quindi indietro e ci fermiamo a Ervallagh, un piccolo parcheggio, tre case, un minuscolo cimitero e una piccola baia che però è davvero uno spettacolo. Siamo solo noi e il silenzio assoluto, non è Coral Strand ma sono felice di aver trovato casualmente questo piccolo gioiellino.

Ervallagh
Ervallagh

Lasciamo la zona di Lettermore con il desiderio di pranzare a Roundstone, il grazioso paesino incontrato ieri dopo Dog’s Bay. Ma ci vuole circa un’altra ora di auto. Decidiamo così di tornare verso Galway, pranzare al volo in uno dei tanti pub lungo Main Street e tornare al b&b per riposarci qualche ora. Visto che la giornata è stata poco stancante, vogliamo infatti cenare a Galway e passare una vera e propria serata irlandese: infilarci in qualche pub, bere birra e ascoltare musica!

Ceniamo al The Quays Restaurant, il ristorante su Quay Street nel quale abbiamo cenato la sera del nostro arrivo a Galway. Se non avete letto il post precedente, è un pub-ristorante in classico stile irlandese, si sviluppa su 3 piani ed possibile cenare o anche solo bere una birra ascoltando le band che si alternano sul palco.

The Quays Restaurant

Dopo cena ci infiliamo nell’affollato Tig Coili, un pub dalla facciata rosso fuoco dove ogni giorno alle 18:00 e alle 21:00 dei gruppi musicali suonano musiche tradizionali, una bella Guinnes e ci godiamo lo spettacolo.

Tig Coili

Concludiamo così la nostra seconda giornata in questa meravigliosa regione che è il Connemara. Domani e nel prossimo post andremo alla scoperta del Burren fino ad arrivare alle famose Cliffs of Moher e alle cittadine di Lahinch e Ennistymon.


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“Non dovremmo negare che l’essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla liberà assoluta, e la strada porta sempre a Ovest” (Christopher McCandless) Amo questa frase, amo essere nomade e viaggiare per il mondo, le mie strade portano ovunque mi spinga la mia curiosità e la mia voglia di vedere, fotografare, scoprire ed emozionarmi, ovest, est, nord o sud che sia. Niente più di un biglietto aereo e una cartina in mano mi da questa sensazione di totale libertà, viaggerei sempre e ovunque, il mondo è così grande che non c’è un posto dove non andrei. Adoro portare per le strade del mondo questa ragazza curiosa, sognatrice, insicura, indipendente, ironica, timida, pasticciona, ansiosa, solare, testarda, fifona, buona, amicona, non convenzionale e che si descrive in terza persona! In questo blog vi voglio raccontare i miei viaggi, le mie emozioni… la mia libertà!

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