2 giorni a Napoli


Goethe, estasiato dalla bellezza di Napoli disse “Vedi Napoli e poi muori”. Io dopo soli due giorni in questa città, sintesi perfetta di bene, male, bello, brutto, splendore e miseria, dico:“Vedi Napoli e poi ci torni”.

Napoli è un teatro a cielo aperto, è un cuore che batte. Napoli è davvero, come cantava Pino Daniele, la voce delle criature che sale piano piano dai vicoli e non ti fa sentire mai solo. Napoli è colore. Napoli è contrasto. Napoli è romantica. Napoli è una passeggiata lungo il mare, è una pizza e una risata. Napoli è fatta di storie antiche e di leggende. Napoli è il Vesuvio che silenzioso guarda la città. Napoli è tutto un mondo, che vale la pena di essere visto almeno una volta nella vita.

Insieme ad un gruppo di amiche, in weekend di metà Gennaio, sono andata alla scoperta Napoli. Partenza giovedì sera con volo Ryanair da Orio al Serio e rientro domenica nel pomeriggio. 2 giorni pieni dedicati alla visita di questa colorata città!

Sicuramente qualche giorno in più non avrebbe guastato, abbiamo ricevuto centinai di consigli, soprattutto dove mangiare, e una settimana intera non sarebbe comunque bastata per provarli tutti. Due giorni sono comunque sufficienti per vedere le cose fondamentali e poi diciamocelo: bisogna sempre lasciarsi qualcosa in modo da avere cosi la scusa per tornarci!


Ecco quindi qualche dritta su cosa vedere, dove dormire, cosa e dove mangiare.

Cosa vedere? 

Giorno 1

Spaccanapoli

Spaccanapoli è una stretta strada che parte dai Quartieri Spagnoli e arriva fino al quartiere di Forcella. La strada taglia in linea retta la città di Napoli, ve ne accorgerete sopratutto se avrete occasione di salire nella parte alta della città e guardare Napoli dal Belvedere di San Martino.
Questa strada ha origini antiche, è infatti uno dei tre decumani in cui i romani, organizzarono la città. Spaccanapoli è assolutamente da vedere, vi immergerete nel centro di Napoli, ne percepirete la sua essenza, tra antichi palazzi, chiese, venditori ambulanti ma anche gli inconfondibili odori della cucina napoletana.

Piazza del Gesù

Chiesa, Chiostro e Monastero di Santa Chiara

Chiostro maiolicato di Santa Chiara

Lungo Spaccanapoli, nel cuore del centro storico, sorge l’antico Complesso Monumentale di Santa Chiara. La sua costruzione ebbe inizio nel 1310, per volontà del re Roberto d’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. La cittadella francescana fu realizzata costruendo due conventi: uno femminile per le clarisse e l’altro maschile per i frati minori francescani. La chiesa si presenta oggi nelle sue originarie forme gotiche nonostante nel 1943 fu quasi del tutto distrutta da un bombardamento aereo. Essa fu ricostruita e restaurata secondo l’originario stile e riaperta al culto dopo dieci anni .

Il Chiostro Maiolicato del Complesso di Santa Chiara a Napoli è una vera oasi di pace proprio nel centro di Napoli. I rumori di Spaccanapoli qui scompaiono e lasciano spazio al silenzio.
Dell’antico Chiostro sono rimasti invariati il colonnato con 66 archi e le pareti interamente coperte da affreschi seicenteschi raffiguranti Santi, allegorie e scene dell’Antico Testamento. Il giardino è opera del Vaccaro che, ristrutturò il Chiostro sistemando la parte centrale del cortile in quattro grandi aiuole, attraversate da vialetti ai lati dei quali si innalzano 64 colonne impreziosite da maioliche dipinte a mano.
Le colonne maiolicate sono collegate tra loro da sedili ugualmente decorati e sui quali è vietato sedersi.

Chiostro maiolicato di Santa Chiara

All’interno del chiostro si può inoltre ammirare un Museo che conserva alcuni tesori scampati al bombardamento del 1943, uno stabilimento termale romano del I sec d.C. e un tradizionale presepe con pastori del Settecento e dell’Ottocento.

Informazioni per la visita 
Orario di apertura: la Chiesa è aperta dalle 07:30 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 20:00; il Chiostro e il Monastero di Santa Chiara dalle 09:30 alle 17:30, i giorni festivi dalle 10:00 alle 14:30.
L’ingresso è di 6 € per gli adulti e 4,50 € per gli studenti minori di 30 anni, gli insegnanti, le persone di oltre 65 anni e i gruppi di 25 persone.

Chiesa e Piazza di San Domenico Maggiore a Napoli

Lasciato il Complesso Monumentale di Santa Chiara e proseguendo sempre lungo Spaccanapoli trovate Piazza San Domenico Maggiore. Anche qui il caos cittadino sembra trovare una pausa come se il tempo e il mondo intorno si fermasse. In mezzo alla piazza vi è un monumentale obelisco che si innalza maestoso in posizione. Fu commissionato dai Domenicani e dagli eletti della città, come segno di ringraziamento per la conclusione della terribile pestilenza del 1556 , durante la quale morirono migliaia di napoletani.
Sulla piazza si affaccia il palazzo Casacalenda dove vi è la sede della famosa pasticceria Scaturchio dove dovete assolutamente fermarvi ad assaggiare una sfogliatella o qualsiasi altro dolce.
Ai lati della piazza si trova anche Palazzo de’ Sangro, Palazzo Corigliano, Palazzo Petrucci, seguito immediatamente dalla basilica di San Domenico Maggiore. La Basilica di San Domenico Maggiore sorge in un zona precedentemente occupata dalla chiesa romanica di S. Michele Arcangelo, fu edificata nel 1283, su commissione di Carlo II d’Angiò. All’interno potrete ammirare dei bellissimi affreschi di Tiziano, Pietro Cavallini, Francesco Solimena e Caravaggio.

Basilica di San Domenico Maggiore

San Gregorio Armeno

Proseguendo sempre lungo Spaccanapoli a un certo punto, girando a sinistra, vi troverete a San Gregorio Armeno, la via dove è Natale tutto l’anno. Qui troverete i più bravi maestri artigiani di presepi che, dodici mesi l’anno, anche d’estate, sono all’opera creando statuine fatte a mano e in terracotta. La via è un susseguirsi di coloratissime e antichissime botteghe. Emozionatevi passeggiando e ammirando la cura e la bravura con cui queste statuine vengono realizzate e divertitevi a osservare e riconoscere le statuine rappresentanti personaggi dello spettacolo, politici e sportivi che ormai, fanno parte della tradizione napoletana.

Avendo visitato San Gregorio Armeno a metà Gennaio, ho trovato una via tranquilla, botteghe semi-vuote e non affollate. Sicuramente la situazione sarà decisamente diversa nelle settimane precedenti al Natale.

San Gregorio Armeno

Via dei Tribunali

Via dei Tribunali

Dopo aver percorso via San Gregorio Armeno si arriva in Via dei Tribunali. La via è davvero caratteristica, ricca di negozi e soprattutto di pizzerie, alcune tra le più rinomate e consigliate dai napoletani come Di Matteo e Sorbillo. Passeggiate lungo la via, respirate Napoli e andate alla ricerca della statua di Pulcinella, si dice che toccarle il naso porti fortuna. Qui inoltre troverete anche l’ingresso a Napoli Sotteranea.

Cappella Sansevero e il Cristo velato

Sempre nel centro storico di Napoli, trovate la Cappella Sansevero all’interno della quale è custodita una delle opere più affascinanti che
si possano vedere a Napoli e che non dovete assolutamente perdere:
Il Cristo velato.

Cristo Velato

La Cappella è davvero un piccolo gioiello nascosto tra i vicoli di Napoli ma non faticherete di certo a trovarlo. Il Cristo Velato è posto al centro della cappella, sapientemente illuminato. Resterete ammaliati dalla “morbidezza” del velo che ricopre il corpo del Cristo morto e dalle pieghe e muscoli del corpo che si vedono in trasparenza. Al Cristo velato è legata anche una leggenda che vorrebbe che il velo di marmo sul corpo del Cristo, sia in realtà un velo in tessuto, trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido inventato dal Principe di Sansevero, illustre alchimista. In realtà credo che il sorprendete effetto sia solo frutto dell’abilità scultorea dell’autore Giuseppe Sanmartino.

Disinganno di Francesco Queirolo

Lungo tutti i lati della cappella sono presenti altre statue rappresentanti le Virtù: Amor Divino, Decoro, Disinganno, Dominio Di Se Stessi
Educazione, Liberalità, Pudicizia, Sincerità, Soavità Del Giogo Coniugale, Zelo Della Religione.
Tra queste, ce n’è una che credo meriti la stessa attenzione del Cristo Velato: il Disinganno di Francesco Queirolo. Se infatti la cura con cui è stato realizzato il velo vi ha stupito, la rete da pesca scolpita dal Francesco Queirolo non potrà che lasciarvi a bocca aperta.

All’interno della Cappella è possibile vedere anche le Macchine anatomiche due scheletri, di un uomo e una donna, abbastanza macabri ma che vanno la pena di essere visti. I due scheletri sono opera del Dottor Salerno, il quale stipulò un contratto con Raimondo di Sangro, principe di Sansevero. Il medico aveva il compito di realizzare due scheletri sui quali avrebbe dovuto installare il sistema cardiovascolatorio. Non allarmatevi, il sistema di artiere e vene è in realtà costituito da fil di ferro e cera colorata ma la fattura è così minuziosa e precisa da essere creduta naturale per secoli. Tant’è che anche per quest’opera vi è una leggenda che narra che i due corpi sarebbero stati il risultato di esperimenti alchemici condotti dal Principe di Sansevero su due servi ancora in vita.

All’interno è vietato fare fotografare, video, usare il telefono cellulare o altri dispositivi mobili e ovviamente toccare le opere, le immagini che vedete sono prese dal sito ufficiale della Cappella www.museosansevero.it

Informazioni per la visita
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 9:00 – 19:00, ultimo ingresso consentito 30 minuti prima della chiusura. Chiuso il martedì.
È possibile prenotare online il giorno e l’orario di visita al Museo Cappella Sansevero.
Biglietto ordinario: € 7,00 + € 2,00 diritti di prenotazione;
Biglietto ridotto: (ragazzi da 10 a 25 anni): € 5,00 + € 2,00 diritti di prenotazione;
Artecard: € 5,00 + € 2,00 diritti di prenotazione;
Soci FAI: € 5,00 + € 2,00 diritti di prenotazione;
Disabili con accompagnatore (due biglietti): € 5,00 + € 2,00 diritti di prenotazione;
Bambini fino a 9 anni: € 0,00 + € 1,00 diritti di prenotazione.
Maggiori informazioni le trovate qui

Napoli Sotterranea

Napoli Sotteranea

Dopo aver percorso via San Gregorio Armeno, arriverete a via dei Tribunali, se girerete a destra, poco più avanti in Piazza San Gaetano troverete l’ingresso di Napoli Sotteranea.
Napoli Sotterranea è la parte nascosta della Napoli che vediamo oggi, la città poggia infatti le sue fondamenta su un’antichissima rete di cunicoli scavati dai Greci per l’estrazione del tufo dal sottosuolo.

In epoca romana, questi passaggi sotterranei furono ampliati e destinati alla raccolta di acqua piovana, diventando così l’acquedotto di Napoli fino al 1885. Le gallerie furono usate nel corso dei secoli, in diversi modi, ad esempio, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono utilizzate come rifugio della popolazione durante i bombardamenti. Durante quegli anni circa quattromila persone si rifugiarono nei sotterranei della città, aspettando che il conflitto bellico finisse.

Napoli Sotteranea

Finita la guerra, Napoli era distrutta e i sotterranei furono utilizzati come discarica di detriti fino agli anni ottanta. Solo grazie all’attività di alcuni volontari che decisero di ripulire le fondamenta della città, oggi possiamo godere di Napoli Sotterranea. Anche a questo luogo è legata una leggenda: la leggenda del Monaciello.
Il Monaciello è lo spirito che abitava le costruzioni della città ed è uno dei personaggi più famosi del folklore napoletano . Se l’abitante della casa risultava simpatico al Monaciello, questo poteva far trovare regali o soldi nelle case. Ma se si risultavi antipatici o si offendeva lo spirito, il Monaciello si vendicava facendo scomparire gli oggetti e commettendo piccoli furti. In realtà la nascita della leggenda è da ricondurre all’attività dei pozzari, uomini che vivevano nei sotterranei, che gestivano l’approvvigionamento dei pozzi e che, a causa dell’altissimo tasso di umidità, indossavano un mantello che ne copriva il capo, dando così l’aspetto di monaci francescani, da qui l’orogine del nome. I Monacelli si muovevano nelle gallerie con estrema libertà e soprattutto
potevano accedere alle case dei cittadini direttamente dai pozzi e sfruttavano questa possibilità quando le case erano vuote o le donne erano sole in casa.

Informazioni per la visita
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 ad ogni ora.
Escursioni in italiano:
10,00-11,00-12,00-13,00 – 14,00-15,00-16,00 – 17,00-18,00 (giovedì ore 21,00 solo su prenotazione raggiungendo un minimo di 10 persone)
Escursioni in inglese:
10,00-12,00-14,00-16,00-18,00 (giovedì ore 21,00 solo prenotazione raggiungendo un minimo di 10 persone).
Costo del biglietto: 10 euro:
Per altre info, cliccate qui

Giorno 2

Mercato di Via Pignasecca

A pochi passi da Via Toledo, sorge il rione di Pignasecca. Camminare lungo le sue vie e visitare il mercato all’aperto di via Pignasecca significa respirare un’atmosfera unica, sincera e verace, come solo un mercato napoletano può regalare. Bancarelle di frutta-verdura e bellissimi banchi del pesce fresco, negozi di abbigliamento e di ferramenta, il tutto a prezzi bassissimi rispetto agli standard milanesi.

Stazione metropolitana di Toledo

Camminando lungo via Toledo a un certo punto troverete l’omonima stazione metropolitana. La stazione di Toledo è a dir poco bellissima, tanto da aver vinto il premio di stazione più bella d’Europa. Per visitarla è necessario pagare il biglietto e passare i tornelli. Scendete una prima rampa di scale mobili tra pareti color ocra (chiaro riferimento al tufo napoletano) e proseguito con una seconda rampa che vi porterà nella galleria del mare di Bob Wilson. Via via che si scende un meraviglioso mosaico bianco e blu comparirà sopra le vostre teste fino a vedere il Crater de luz, un grande cono che attraversa in profondità tutti i livelli della stazione. Vedrete poi
altre luci che ricordano le onde e infine il grande pilastro decorato a forma di fontana.
La stazione è illuminata dall’opera “Relative light” di Robert Wilson: migliaia di LED programmati sulla gamma cromatica degli azzurri creano suggestive armonie luminose. Se accedendo alla stazione metropolitana non lo avrete notato, risalendo in superficie non potrete non notare il mosaico realizzato da Kentridge che raffigura una processione guidata da San Gennaro di figure e oggetti ispirati alla storia della città di Napoli.

Stazione metropolitana di Toledo

Quartieri Spagnoli

Quartieri Spagnoli

Ai lati di via Toledo sorge il famoso rione dei Quartieri Spagnoli. Quicome nel rione di Pignasecca, si respira la vera Napoli. Nonostante la nomea non proprio positiva di questo quartiere, di recente la zona ha cominciato a conoscere una riabilitazione diventando zona turistica. La zona vicina alla centralissima via Toledo, ai nuovi negozi, ai ristoranti e ai locali, è diventata meta di tanti turisti. Passeggiate lungo i vicoli e se riuscite tornateci la sera e cenate alla Trattoria da Nennella, un locale molto rustico e movimentato con tovagliette in carta e menù con antipasto, primo, secondo e frutta a 15 euro.

Vomero e la Certosa di San Martino

La vista dal Belvedere di San Martino

Sempre lungo via Toledo incontrerete Piazzetta Duca d’Aosta e la stazione della funicolare Augusteo che con solo 3 fermate vi porterà in coppa a Napoli, ovvero al quartiere Vomero.
Dal Vomero e più precisamente dal Belvedere di San Martino potrete ammirare Napoli dall’alto: uno spettacolo da non perdere. Usciti dalla funicolare dovrete camminare circa una quindicina di minuti in direzione di Castel Sant’Elmo. Qui, oltre ad ammirare lo splendido panorama dal Belvedere, è possibile visitare il castello, ora museo, e godere di una vista ancora più mozzafiato.

Il chiostro della Certosa


Proprio alle spalle del Belvedere si trova la Certosa e il Museo di San Martino. Oltre alla Certosa e alla meravigliosa chiesa, all’interno del Museo si possono ammirare diversi modelli di imbarcazioni reali e di carrozze reali. Inoltre da qui si apre una vista meravigliosa sul golfo e il mare che bacia Napoli.

La chiesa della Certosa
Il golfo di Napoli dai giardini panoramici della Certosa

Per la discesa a “Napoli bassa”, abbiamo ripreso la funicolare ma c’è un alternativa: la Pedamentina San Martino. Ovvero una scalinata di oltre quattrocento gradini, che dal piazzale antistante la Certosa di San Martino arrivano fino a corso Vittorio Emanuele. Tra orti, gli spazi verdi e scorci sulla baia.

Informazioni per la visita della Certosa
Orario di apertura: aperta tutti i giorni h 8.30-19.30; chiusa il mercoledì. Costo del biglietto: € 6,00, Ridotto € 3,00
Il costo dell’ingresso e gli orari possono variare con esposizioni in corso.
Sezioni sempre aperte:
Chiesa (senza accesso alla navata) ed ambienti annessi (coro, parlatorio, capitolo e sacrestia);
Chiostri; Giardini panoramici; Presepe; Quarto del priore; Androne della carrozze; Spezieria; Sezione Navale (fino alle ore 14.00).

Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Dalla fermata della funicolare Augusteo, dopo pochi passi in via Toledo, arriverete a Piazza Trieste e Trento. A destra vedrete il Teatro San Carlo, a sinistra Via Chiaia, storica via dello shopping partenopeo, e il Gran Caffè Gambrinus, il più importante caffè storico di Napoli, dove vi consiglio una sosta per un caffè, anzi per IL CAFFÈ.
Piazza Trieste e Trento è solo l’anticamera di quella che, a mio avviso, è una delle piazza più belle d’Italia: Piazza del Plebiscito.

Sulla Piazza si affacciano la chiesa di San Francesco di Paola, Palazzo Reale, Palazzo Salerno e Palazzo della Foresteria. La piazza fu per secoli uno slargo irregolare dove si svolgevano grandi feste popolari per poi essere aperta al traffico e diventare addirittura un parcheggio (chi ha letto L’amica geniale di Elena Ferrante forse se lo ricorda).
Oggi, fortunatamente, Piazza del Plebiscito è una delle cartoline più belle e romantiche di Napoli.
Nel centro di Piazza del Plebiscito, sono collocate due statue equestri del Canova, quella di Carlo III di Borbone insieme a quella di suo figlio Ferdinando I delle Due Sicilie, entrambe con lo sguardo rivolto verso il Palazzo Reale. E proprio a queste due statue è legata una leggenda. Si narra infatti che la regina Margherita concedesse, una volta al mese, a uno dei suoi prigionieri di avere salva la vita a patto che riuscissero, partendo dalla porta di palazzo reale, ad attraversare la piazza bendati, passando appunto in mezzo alle due statue. Non ci riuscì mai nessuno, per una “maledizione” della sovrana. La stessa, leggenda vuole, che impedisce ancora oggi si possa riuscire “nell’impresa”. In realtà, il fallimento dell’impresa è da attribuire alla leggera inclinazione della piazza che non permette alla persona di proseguire diritto e di attraversare le due statue. Non vi resta che provare!

Lasciata la piazza, la visita a Palazzo Reale è d’obbligo. Purtroppo, al momento della nostra visita alcune stanze del palazzo erano chiuse a causa di mancanza del personale di sicurezza, fortunatamente, visto il disagio, il biglietto d’ingresso ci è stato scontato. Ma quel poco che ho visto mi permette di dirvi di non perderlo. All’interno potrete visitare: l’appartamento storico del Palazzo Reale, il Teatrino di Corte, la Sala Diplomatica, la Sala del Trono, la sala dei Fiamminghi, la Sala del Seicento Napoletano, il Salone d’Ercole, la Cappella e i giardini.

Informazioni per la visita
Orario di apertura: dall 9.00 – 20.00 (la biglietteria chiude alle 19.00); chiuso il mercoledì.
Sala Dai (Sala per l’accoglienza del pubblico con disabilità, itinerario tattile): lunedì – venerdì 9.00-14.00, su prenotazione; chiusa il mercoledì.
Costo del biglietto: € 6,00, ridotto € 3,00
Dopo le 16.15 può verificarsi la chiusura di alcune sale del Museo; in tal caso viene applicata la tariffa ridotta.
Il costo dell’ingresso e gli orari possono variare con esposizioni in corso. Per altre info, cliccate qui

Lungomare Caracciolo e Castel dell’Ovo

Un sabato pomeriggio, una giornata di sole splendente, una passeggiata guardando il mare azzurro fino a Castel dell’Ovo sono uno dei ricordi più belli di Napoli che mi porto a casa. Da Piazza del Plebiscito dopo qualche minuto a piedi ci trova sul lungomare Caracciolo, con il Vesuvio che fa da cornice, camminiamo circondate da tantissime persone che come noi, si godono un tranquillo pomeriggio.
Lungo la nostra passeggiata incontriamo Castel dell’Ovo, una fortezza normanna il cui nome è da attribuire all’ennesima leggenda e Virgilio che avrebbe tenuto nascosto un uovo in una gabbia posta nei sotterranei. L’uovo fu difeso e mantenuto segreto perché proprio da esso dipendeva la buona sorte del Castello. Da quel momento in poi il destino non solo del Castello, ma anche dell’intera città di Napoli, fu legato all’uovo.
Visitate il castello anche solo per godere a pieno del panorama sul golfo di Napoli.

Lungomare Caracciolo
Castel dell’Ovo

Galleria Umberto I

Tornando verso piazza Trieste e Trento e facendo una piccola deviazione è possibile visitare la Galleria Umberto I. L’ingresso principale si apre su Via San Carlo, ma è raggiungibile anche da Via Toledo, Via Santa Brigida e Vico Rotto San Carlo. Centro mondano della città, negli anni è stata crocevia di artisti, atelier di moda, caffè, redazioni di giornali, tanto da diventare uno dei luoghi più importanti della città, grazie anche alla vicinanza con il Teatro San Carlo.
Alla Galleria si collega anche la figura dello Sciuscià, il lustrascarpe della città. Per ben 50 anni vi hanno operato al suo interno, e solo ai nobili o agli uomini ricchi era consentito l’usanza di farsi lustrare le scarpe all’interno della Galleria. Sarà che sono pazzescamente innamorata della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, ma ho trovato questa Galleria non particolarmente affascinante e sicuramente non all’altezza della sorella milanese.

Maschio Angioino

Vicino alla Galleria Umberto I sorge il Maschio Angioino, un castello medievale e rinascimentale costruito su volere di Carlo I d’Angiò nel 1266. Il castello domina la scenografica piazza Municipio e attualmente è sede permanente del Museo Civico, all’interno vi sono sculture e dipinti del barocco, del rinascimento e dell’Ottocento napoletano, oltre ad ospitare mostre ed esposizioni temporanee. Visto il poco tempo a disposizione non abbiamo visitato l’interno, ma ci siamo limitate ad osservare il Maschio Angioino alle luci del tramonto. Ma per chi volesse visitarlo, sotto trovate qualche informazione.

Informazioni per la visita
Orario di apertura: dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 19:00; la biglietteria chiude un’ora prima. Domenica: spesso c’è l’ingresso gratuito per visitare il cortile, la Cappella Palatina, la Sala dei Baroni, la Sala dell’Armeria e la Sala della Loggia. Il Museo Civico si paga a parte. In genere la chiusura è alle 14, ma per le info su apertura e orari della domenica, controllare se c’è il relativo avviso sul sito del Comune di Napoli, pubblicato pochi giorni prima di un’apertura (infatti, non sempre è aperto di domenica).
Costo del biglietto: € 6,00, ridotto € 3,00 .

E dopo avervi riassunto le attrazioni principali da vedere a Napoli, passiamo all’altro motivo per cui Napoli deve essere assolutamente visitata: il buon cibo.


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“Non dovremmo negare che l’essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla liberà assoluta, e la strada porta sempre a Ovest” (Christopher McCandless) Amo questa frase, amo essere nomade e viaggiare per il mondo, le mie strade portano ovunque mi spinga la mia curiosità e la mia voglia di vedere, fotografare, scoprire ed emozionarmi, ovest, est, nord o sud che sia. Niente più di un biglietto aereo e una cartina in mano mi da questa sensazione di totale libertà, viaggerei sempre e ovunque, il mondo è così grande che non c’è un posto dove non andrei. Adoro portare per le strade del mondo questa ragazza curiosa, sognatrice, insicura, indipendente, ironica, timida, pasticciona, ansiosa, solare, testarda, fifona, buona, amicona, non convenzionale e che si descrive in terza persona! In questo blog vi voglio raccontare i miei viaggi, le mie emozioni… la mia libertà!

2 risposte a "2 giorni a Napoli"

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