Estate nelle Dolomiti

“Non esistono proprie montagne, si sa, esistono però proprie esperienze. Sulle montagne possono salirci molti altri, ma nessuno potrà mai invadere le esperienze che sono e rimangono nostre.”

WALTER BONATTI

Se penso all’estate e alle vacanze di agosto nella mia testa appaiono il mare, la sabbia o qualche meta lontana facilmente raggiungibile grazie alla lunga pausa lavorativa. Quest’anno però gli eventi ci hanno portato a cambiare e modificare le nostre abitudini. Perché sì, l’emergenza Covid ha cambiato le nostre vite e momentaneamente (lo spero), ha cambiato anche il nostro modo di viaggiare. Fino all’ultimo ho pensato e cercato di capire quale sarebbe stata la vacanza più giusta da fare. Evitare di andare all’estero? Rimanere in Italia e dare un contributo a risollevare il turismo duramente colpito? Mare? Dove? Sarà un posto affollato? Un agriturismo sperduto in Toscana?

Tutta queste domande hanno affollato per giorni i miei pensieri fino a che, dopo aver ponderato ogni possibilità, la scelta è ricaduta sul trascorrere 10 giorni in montagna ed esattamente il Alto Adige, a San Candido.

La vacanza estiva in montagna era una di quelle cose a cui non avevo mai pensato e stupidamente ignoravo quanto invece potesse essere rigenerante e quanto potesse soddisfare la mia sete di viaggiatrice curiosa. Vi spiego perché.

In Trentino non mancano i luoghi da visitare ma “l’attrazione” più bella che si possa trovare qui è senza alcun dubbio la natura: alberi, fiori, sole, sentieri, torrenti e le vette, silenziose e imponenti guardiane di tutta questa bellezza. Ho voluto appositamente specificare questi elementi perché, mentre scrivevo, mi son venuti alla mente alcuni versi letti nel libro Le 8 Montagne di Paolo Cognetti “siete voi di città che la chiamate natura. È così astratta nella vostra testa che è astratto pure il nome. Noi qui diciamo bosco, pascolo, torrente, roccia, cose che uno può indicare con il dito. Cose che si possono usare. Se non si possono usare, un nome non glielo diamo perché non serve a niente.”
La montagna è quindi un insieme di luoghi ed elementi meravigliosi che si possono scoprire semplicemente camminando anche se si è degli escursionisti novellini come me, noleggiando una bici (meglio se elettrica eheheh) o perché no, anche rimanendo sdraiati su un bel prato!

Piccola premessa
In montagna non è sempre tutto facile, molti luoghi che oggi facilmente vengono fotografati e postati sui social non sono facilmente raggiungibili, o meglio, non lo sono per chi è la prima volta che affronta una vacanza. I sentieri hanno diversi livelli di difficoltà in base all’esperienza e non possono essere affrontati con leggerezza o con abbigliamento non adatto. Qui il pericolo è reale e bisogna sempre informarsi prima di affrontare la montagna. Qui trovate le sei regole del CAI per vivere la montagna in sicurezza.

Ma torniamo a noi, in Trentino, c’è davvero l’imbarazzo della scelta e servirebbero anni per visitare ogni valle, per percorrere tutti sentieri e per scoprire ogni luogo, ma da qualche parte bisogna pur iniziare, che ne dite? Quindi, cosa fare in Trentino dieci giorni? Cosa vedere? Vi racconto la mia prima esperienza con questa splendida terra.

San Candido

San Candido è il paesino che ci ha ospitato durante tutti i 10 giorni di vacanza. Si trova a sud delle Dolomiti di Sesto, in Val Pusteria, ai piedi del Monte Baranci. È un piccolo gioiellino tanto animato di giorno lungo la via pedonale quanto tranquillo dopo il tramonto. Oltre shopping, San Candido offre diverse attività.

Cosa vedere 
  • La chiesa in stile romanico dedicata a S. Michele;
  • La Collegiata di San Candido che comprende anche l’archivio e la biblioteca;
  • I bagni di San Candido. Non tutti sanno infatti che a San Candido si trovano 5 sorgenti termali note sin dall’antichità, qui infatti nel 1856 fu costruito un sanatorio, che all’inizio del secolo, fu trasformato nel Grand Hotel Wildbad. Oggi la struttura è nello stato di completo abbandono ed è davvero un peccato. Credo che il sito, opportunamente ristrutturato e riqualificato potrebbe trasformarsi in un attrattiva di sicuro interesse.
  • Dolomythos un museo interattivo dedicato alle Dolomiti che offre molte attività dedicate ai bambini.
  • Il cimitero dei soldati Burg, dove sono sepolti i soldati caduti sul fronte bellico delle Dolomiti durante la Prima Guerra Mondiale.
Cosa vedere 
  • Un’escursione sul Monte Baranci
  • Un giro sul Fun Bob, pista da bob su monorotaia, ove poter sfrecciare a valle su una pendenza del 40% – 50% 
  • Il percorso degli gnomi, dedicato ai piccoli turisti
  • Una giornata all’Acquafun, il Parco Acquatico a San Candido

Lago di Braies

È il lago più fotografato del web oltre a essere la location della serie tv “A un passo dal cielo”, Ma soprattutto è un luogo magico che, possibilmente, andrebbe visitato non ad Agosto evitando così l’alto afflusso di turisti del periodo.
Ma se siete dei turisti da alta stagione come me, la soluzione è una sola: visitare il lago al mattino presto o alla sera al tramonto.

Una volta giunti al lago è possibile camminare intorno ad esso oppure noleggiare delle piccole barche a remi (30 euro per 30 minuti). Il giro del Lago di Braies è un’escursione adatta a tutti (3,6 km con un tempo di percorrenza di circa 1 – 1,5 ore) e vale la pena farlo per ammirare la sua bellezza da varie prospettive. Il percorso parte dall’omonimo albergo e prosegue in senso orario sulla sponda destra del lago, fino a raggiungere il margine meridionale. Qui si trova il bivio per la Malga Foresta (facilmente raggiungibile) e una piccola spiaggia, una sosta perfetta per godersi il panorama. Il sentiero prosegue sempre attorno al lago su un sentiero più stretto e con qualche sali e scendi fino ad arrivare al punto di partenza, l’albergo e il noleggio barche.

Consiglio, nonostante il costo eccessivo, di noleggiare la barca a remi il mattino presto per sentirsi completamente avvolti dalla pace e dai colori di questo lago. Da qui parte anche un’escursione più impegnativa (EE – Sentiero per Escursionisti Esperti) verso il rifugio Biella, che si trova alla base della Croda del Becco, la montagna che svetta ripida a quota 2.810 m nel territorio di Braies. Il percorso parte dalla fine del lago, lungo il sentiero n° 1 dell’Alta Via delle Dolomiti. Dal rifugio per i più esperti è poi possibile salire alla Croda del Becco, dalla cima è possibile ammirare le affascinanti cime dolomitiche e il Lago di Braies.  

Nonostante l’affollamento vi assicuro che è un posto davvero meraviglioso che sembra uscito da una fiaba. Le montagna che si alzano maestose fanno da scenografia all’acqua blu del mattino, che con i raggi del sole si accende di un azzurro turchese. 

Val Fiscalina

A Moso, vicino a Sesto, c’è una valle lunga solo 4,5 chilometri di una rara bellezza. Prati verdissimi puntellati di fiori, larici e silenzio. La valle si dirama da Moso, dove è possibile lasciare la propria auto verso sud, fino al Rifugio Fondovalle raggiungibile con una tranquilla camminata in piano di circa 30 minuti.

A far da cornice a questa bellissima valle c’è la meridiana di Sesto con le sue cinque cime delle Dolomiti: la cima Nove e Dieci (detta anche Croda Rossa), la Undici, la Dodici e la cima Uno. Il gruppo di montagne viene così chiamato perché da Moso il percorso del sole, al solstizio d’inverno, coincide esattamente con la sequenza delle cime dolomitiche: alle 12:00 il sole splende sopra la Cima Dodici, alle 13:00 sopra la Cima Una e così via. 

La Val Fiscalina è il punto di partenza ideale per innumerevoli escursioni, ad esempio, dal Rifugio a Fondovalle partono due sentieri verso le famose Tre Cime di Lavaredo:

  • Il sentiero 102/103 sale leggermente fino ad un bivio, da qui seguendo il ripido sentiero 103 si arriva fino al Rifugio  Zsigmondy Comic, che si trova a 2.224 m. Da qui è possibile ammirare la vista sulla Cima Undici e la Cima Dodici. Dal Rifugio Comici, è possibile proseguire attraverso il Passo Fiscalino, al Rifugio Pian di Cengia a 2.522 m e da qui continuare su sentiero che conduce fino al Rifugio Locatelli situato di fronte alle favolose Tre Cime di Lavaredo a 2.405 m. E’ un percorso bellissimo ma faticoso lungo 13 chilometri con un Tempo di percorrenza di circa 7 ore e con un livello di difficoltà medio dato anche il discreto dislivello. Io, data la mia scarsa preparazione, mi sono avventurata solo fino al rifugio Comici e, per una pigra e poco allenata come me, è stata davvero un’impresa epica! La soddisfazione una volta arrivata alla meta è stata impagabile.
  • Altra opzione, partendo sempre da Fondovalle, è proseguire lungo il sentiero 102 risalendo la Val Sassovecchio che conduce direttamente al Rifugio Locatelli.

Parti di Croda Rossa

La Val Fiscalina però non è solo gran camminate, è infatti possibile rilassarsi e dedicarsi a delle passeggiate facili e meno impegnative. Da Moso infatti parte la cabinovia che  collega Sesto con i Prati di Croda Rossa. Dai Prati ovviamente partono altri sentieri alcuni praticabili anche da famiglie con bambini, ma per chi proprio non ne avesse voglia è possibile semplicemente rilassarsi sui prati e pranzare al Rifugio Rudi Hütte o al Rifugio Prati di Croda Rossa. 

Un’attrattiva speciale per i bambini è l’unica famiglia di renne presente in Italia, ed è facilmente visibile nella zona escursionistica per famiglie appena vicino all’arrivo della cabinovia. D’estate, ogni ogni lunedì e giovedì dalle 10.30 – 12.00 e dalle 14.00 – 16.00 i bambini potranno avvicinarsi alle renne e aiutare a dare da mangiare al piccolo branco.

Lago di Anterselva e Lago Obersee

A circa 40 minuti d’auto da San Candido si trova il Lago di Anterselva, un lago alpino a 1.642 m s.l.m. situato nel comune di Rasun-Anterselva. Anche da qui partono numerosi sentieri oppure, come ho fatto io, si può seguire lungo il facile percorso che si snoda intorno al lago e rilassarsi intorno alle sue sponde. Lungo il sentiero sono posizionati diversi punti didattici che consentono di conoscere da vicino la flora e fauna che popolano la valle. 

Il lago è una più che valida alternativa all’affollato Lago di Braies, anche il colore turchese dell’acqua regalerà bellissime immagini per i vostri occhi.

Già che si è al Lago di Anterselva consiglio una visita anche al vicino Lago Obersee, raggiungibile sia con un’escursione o in auto. Ma attenzione la strada a seconda delle condizioni climatiche è regolata da un semaforo a senso unico alternato temporizzato, l’accesso è consentito, dal primo al 15esimo minuto (ad esempio dalle 13:00 alle 13:15), e quello di ritorno dal 30esimo al 45esimo (ad esempio dalle 16:30 alle 16:45) e il parcheggio non è molto.

Lago Obersee

3 Cime di Lavaredo

Potevo non scrivere di loro? Ovviamente no. Un luogo che come pochi mi ha saputo regalare emozioni indimenticabili e dove i miei occhi non si sarebbero mai stancati di guardare. Qui si respira la pace e la serenità, sedersi davanti a loro ha davvero qualcosa di terapeutico per l’anima, che si apre e respira.

Le 3 Cime di Lavaredo si trovano nel Parco Naturale Tre Cime e, insieme ad altre vette dolomitiche, nel 2009 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Per ammirare le Tre cime di Lavaredo ho scelto il percorso più “comodo”, ovvero raggiungere in auto, al mattino molto presto, il parcheggio che si trova ai piedi del Rifugio Auronzo. La strada per accedere al parcheggio è a pagamento con tariffe diverse a seconda del mezzo (auto 30 euro) e ha orari di apertura dalle 06.00 alle 20.00. Maggiori info qui.

Rifugio Auronzo

Dal Rifugio Auronzo parte la strada sterrata contrassegnata numero 101 che agevolmente in piano in circa 15 minuti porta alla chiesetta dedicata a Maria Ausiliatrice e poco dopo al Rifugio Lavaredo. Lungo tutto il sentiero è possibile ammirare a sinistra la parete sud delle cime e a destra il panorame infinito che si apre sui Cadini di Misurina. Raggiunto il Rifugio Lavaredo la strada inizia a salire e da qui ci sono due opzioni: 

  1. proseguire verso sinistra lungo il sentiero che taglia la base della Torre Piccola di Lavaredo 
  2. proseguire lungo il sentiero 101, più lungo ma più agevole, che in 45 minuti porta fino alla Forcella Lavaredo (2454 m)

Alla Forcella Lavaredo si ha il primo e vero incontro con la maestosità delle 3 Cime, qui infatti la parete nord inizia a essere visibile in tutta la sua bellezza ed è impossibile non passare minuti con il naso all’insù. Questo anche perché mentre tanti escursionisti ci girano attorno, altri, più temerari ed esperti si lanciano nell’avventura dell’arrampicata libera, osservarli da sotto è da brividi!

Forcella Lavaredo

Dalla Forcella si prosegue per un tratto in discesa lungo la strada bassa fino al Rifugio A. Locatelli. Dopo circa 30/40 minuti e un’ultima salita si arriva al Rifugio A. Locatelli (2405 m). Da qui la vista sulle 3 Cime è davvero spettacolare. Affianco al rifugio si trova una chiesetta in memoria dei caduti della guerra combattuta tra queste montagne. Alle spalle del Rifugio, si intravede l’Alpe dei Piani con i due Laghi e, verso valle, la stretta Valle Sassovecchio che scende verso la Val Fiscalina e Sesto. 

Rifugio Locatelli

Attorno alle Tre Cime si sviluppa un’ampia rete di percorsi adatti a ogni tipo di camminatore, mentre alcuni sentieri attrezzati e vie ferrate consentono di raggiungere panoramici punti di osservazione. Arrivati qui, consiglio di godersi il panorama, rilassarsi, mangiare o provare qualche sentiero. 

Per effettuare il giro ad anello, Dal Locatelli, si può proseguire seguendo le indicazioni per Il Rifugio Auronzo lungo il sentiero 105 scendendo per la stradina verso destra rispetto alla parete nord delle 3 Cime. Da qui si scende per il Pian da Rin e si risale subito dopo in maniera decisa per raggiungere la Forcella Col di Mezzo passando sotto la parete ovest e ritornando al Rifugio Auronzo, oppure, è semplicemente possibile ripercorrere il sentiero dell’andata.

La giornata trascorsa alle 3 Cime è stata davvero indimenticabile, quelle da classificare come “cose da fare almeno un volta nella vita”. Ad Agosto consiglio di arrivare il mattino molto presto in modo da evitare le code ai varchi e trovare agevolmente parcheggio. Una volta giunta al Locatelli sono rimasta fino al pomeriggio ma sarei voluta rimanere ancora di più, attendere il tramonto per vedere le Cime colorarsi di rosa e arancio. La stanchezza e il timore di dover affrontare il rientro con poca luce ci ha fatto desistere. Con il senno di poi avremmo potuto azzardare la vista del tramonto da Forcella Lavaredo o ancor meglio dormire al Rifugio Locatelli, ma essendo Agosto e non avendo prenotato per tempo non ci è stato possibile.

In bici da Dobbiaco a Cortina

In estate in Trentino non si deve per forza solo camminare… si può anche pedalare!
Le giornate di sole e le temperature piacevoli invogliano ad un giro in bicicletta anche ai più pigri. La zona è ricca di piste ciclabili e di noleggi di bici, avrete l’imbarazzo della scelta tra noleggiare una city bike, una mountain bike o una e-bike, le biciclette elettriche con pedalata assistita (che straconsiglio se non si è particolarmente allenati).

Per la mia giornata cicloturistica ho scelto la pista ciclabile che da Dobbiaco porta a Cortina. Lo straordinario percorso si snoda nella Val di Lando lungo il tracciato della ex Ferrovia delle Dolomiti che collegava di fatto Venezia (tratto Calalzo-Cortina) col Tirolo. Pedalando lungo questa valle è possibile vedere alcuni dei posti più belli delle Dolomiti:

  • Il Lago di Dobbiaco
  • L’unico belvedere sulle pareti nord delle 3 Cime
  • L’imponente Gruppo del Monte Cristallo 
  • Il Lago di Landro
La vista delle Tre Cime lungo la ciclabile Dobbiaco – Cortina

La Dobbiaco-Cortina ha una pendenza limitata e il fondo stradale non è asfaltato ma ben sistemato. Inoltre una volta arrivati a Cortina si ha la possibilità di proseguire fino a Pieve di Cadore. Per il noleggio bici ho scelto Funactive RENT, gentili, disponibili e con ottimo rapporto qualità prezzo.

Di seguito riporto alcune diverse piste ciclabili nella zona di San Candido:

Oppure in mountain bike

Lago di Misurina

Altro lago “leggendario” è sicuramente il Lago di Misurina. Un suggestivo specchio d’acqua circondato dallevette più famose delle Dolomiti, come le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini, il Sorapiss e il Monte Cristallo.
Il Lago di Misurina, oltre per il suo incantevole scenario, è conosciuto anche per le proprietà terapeutiche che offre il suo microclima e l’aria balsamica ottimali per chi soffre di disturbi respiratori. Il lago è raggiungibile facilmente in auto ed è un’ottima base di partenza per piacevoli escursioni, adatte sia alla famiglie che ad esperti escursionisti, oppure fare delle piacevoli passeggiate lungo la riva del lago.
Consiglio vivamente anche una visita nelle tarde ore del pomeriggio, quando i turisti diminuiscono e i colori del tramonto illuminano le montagne, creando un’atmosfera unica

La leggenda

Misurina era la figlia del re Sorapis, governatore delle terre delle Tofane, Antelao e delle Tre Cime di Lavaredo. Era una bimba orfana di madre, capricciosa e vivace. Il padre amava moltissimo Misurina e avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei, per questo motivo, un giorno, il re acconsentì di accompagnarla sul monte Cristallo, dove la bambina aveva sentito parlare di una fata con uno specchio magico in grado di leggere i pensieri di chiunque vi si specchiasse. La fata però non intendeva assolutamente consegnare un oggetto così importante ad una bambina così viziata e capricciosa. Così, pensando di farli desistere, gli disse che glielo avrebbe concesso solo ad una condizione: il padre avrebbe dovuto trasformarsi in montagna in modo che la sua ombra proteggesse i fiori del suo giardino.  Ma il re Sorapiss , di fronte alle lacrime della figlia, accettò. Misurina osservò il suo riflesso nello specchio e vide re Sorapiss mutare di forma fino a diventare un montagna. Sconvolta da quella visione, fu colta da un capogiro e cadde nel vuoto. Il Re, devastato dal dolore per la morte della figlia, scoppiò a piangere e dai suoi occhi ancora aperti sgorgarono così tante lacrime da dare vita a due ruscelli, i quali formarono un lago… il lago di Misurina. Lo specchio si infranse in migliaia di mezzi che furono trascinati fino al lago, creando così dei riflessi unici alla superficie, riflessi che rendono famoso il lago di Misurina in tutto il mondo.

Passo Valzarego – Rifugio Lagazuoi

Un altra zona che merita sicuramente una visita e diverse escursioni è quella del Passo Falzarego, vicino a Cortina d’Ampezzo. Sopra il Passo Falzarego sulla vetta del Piccolo Lagazuoi a 2752m metri, si trova Rifugio Lagazuoi.

Dalla sua terrazza  è possibile ammirare un panorama unico le Cunturìnes, le Cime di Fànes, le Tofane, le Odle e la Marmolada con il suo ghiacciaio. Ma non solo, il monte Lagazuoi è un vero e proprio museo a cielo aperto della Grande guerra tra Italiani e Austriaci. Nel corso della Guerra gli eserciti italiano e austro-ungarico scavarono al suo interno realizzando ricoveri per uomini e armi, gallerie e trincee. Il rifugio è facilmente raggiungibile con la funivia oppure lungo il sentiero 402 Sentiero Italia. Il sentiero parte  alle spalle della stazione di partenza della funivia e sale a destra del Monte Lagazuoi costeggiando inizialmente la pista da sci. Seguendo il sentiero si arriva fino al Punta Berrino, dove si trovano resti di ricoveri e l’ingresso gallerie.Quindi si continua in decisa salita per raggiungere forcella Travenanzes e da qui lungo il 401 in moderata pendenza lungo la pista da sci fino a forcella LagazuoiIn alternativa è possibile un altro itinerario per esperti lungo il percorso attrezzato Sentiero dei Kaiserjäger, ma data la difficoltà è obbligatorio il kit da ferrata.
Dopo il Passo Falzarego si arriva in Val Parola, qui il paesaggio è meraviglioso, distese verdi attraversate da sentieri e laghetti azzurro cielo.

Le 5 Torri

Sempre lungo il Passo Falzarego si trova la partenza della seggiovia per Le 5 Torri, un piccolo complesso montuoso facente parte del gruppo del Nuvolau, all’interno delle Dolomiti Ampezzane, a nord-ovest di San Vito di Cadore e a sud-ovest di Cortina. Da qui sono possibili passeggiate di ogni livello tra le quali il facile sentiero lungo le trincee della Grande Guerra che si trova vicino all’arrivo della seggiovia del Rifugio Scoiattoli.

Consigli

Prima di iniziare un’escursione, attenersi SEMPRE alle indicazioni del CAI e non alle recensioni fatte da chi l’ha già percorsa, poiché ognuno è allenato e ha un livello di esperienza diverso, mentre il CAI ha una valutazione soggettiva. Scegliere sempre escursioni commisurate alla propria preparazione tecnica e alla propria condizione psico-fisica. E’ infatti bene non sopravvalutarsi mai!

Riporto di seguito la classificazione dei sentieri:

  • T – Turistico : itinerari che si sviluppano su stradine, mulattiere o comodi sentieri. Sono percorsi abbastanza brevi, ben evidenti e segnalati che non presentano particolari problemi di orientamento. I dislivelli sono usualmente inferiori ai 500m. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica.
  • E – Escursionistico: itinerari che si volgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m
  • EE – Escursionisti Esperti: itinerari non sempre segnalati e che richiedono una buona capacità di muoversi sui vari terreni di montagna. Possono essere sentieri o anche labili tracce che si snodano su terreno impervio o scosceso, con pendii ripidi e scivolosi, ghiaioni e brevi nevai superabili senza l’uso di attrezzatura alpinistica. Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica. Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso d’orientamento. Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m.
  • EEA = Escursionisti Esperti con Attrezzatura alpinistica: itinerari che richiedono l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.

Verificare costantemente le condizioni del percorso e, in caso di difficoltà, pericoli o maltempo: tornare indietro.

Prepararsi sempre ad un’escursione:

  • prevedere un ricambio completo asciutto; 
  • cibo, barrette e soprattutto almeno 2 litri di acqua;
  • vestirsi in modo appropriato soprattutto indossare calzature idonee;
  • portare sempre una giacca anti pioggia/vento e un capo più pesante.

Weekend a Palermo

Qualche consiglio su dove dormire, cosa vedere e soprattutto dove mangiare a Palermo.

2 giorni a Napoli

Napoli è un teatro a cielo aperto, è un cuore che batte. Napoli è davvero, come cantava Pino Daniele, la voce delle criature che sale piano piano dai vicoli e non ti fa sentire mai solo. Napoli è colore. Napoli è contrasto. Napoli è romantica. Napoli è una passeggiata lungo il mare, è una pizza e una risata. Napoli è fatta di storie antiche e di leggende. Napoli è il Vesuvio che silenzioso guarda la città. Napoli è tutto un mondo, che vale la pena di essere visto almeno una volta nella vita.

Dove mangiare a Napoli

Si dice che “Napoli tre cose tene e belle: ’o sole,’o mare e ’a sfugliatella”. Visitare e conoscere Napoli non vuol dire solo passeggiare tra le sue vie, Napoli va assaggiata e gustata. Ecco quindi qualche posticino da annotarvi per rendere un viaggio a Napoli ancora più speciale.

Pubblicato da Monica

“Non dovremmo negare che l’essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla liberà assoluta, e la strada porta sempre a Ovest” (Christopher McCandless) Amo questa frase, amo essere nomade e viaggiare per il mondo, le mie strade portano ovunque mi spinga la mia curiosità e la mia voglia di vedere, fotografare, scoprire ed emozionarmi, ovest, est, nord o sud che sia. Niente più di un biglietto aereo e una cartina in mano mi da questa sensazione di totale libertà, viaggerei sempre e ovunque, il mondo è così grande che non c’è un posto dove non andrei. Adoro portare per le strade del mondo questa ragazza curiosa, sognatrice, insicura, indipendente, ironica, timida, pasticciona, ansiosa, solare, testarda, fifona, buona, amicona, non convenzionale e che si descrive in terza persona! In questo blog vi voglio raccontare i miei viaggi, le mie emozioni… la mia libertà!

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