Weekend a Palermo

Palermo mi sembrò una città al contempo splendida e decadente, il cui aspetto un po’ in rovina mi affascinò moltissimo. Ebbi l’impressione di una città molto diversa dalle altre città italiane, con una sua identità molto particolare e una bellezza tutta sua.
(Daniel Pennac)

Palermo vista dalla cupola della Chiesa di Santa Caterina

In un tiepido venerdì di Aprile, un volo Easyjet, mi ha portato, in compagnia di alcuni amici a Palermo.
Palermo è piena di monumenti, di bellissimi palazzi e meravigliose chiese ma, passeggiando da una bellezza all’altra, non si può non notare il decadimento di alcune zone, segnate dall’incuria e da problemi che si trascinano da tempo. Una contraddizione che diventa però il suo punto di forza e  la rende davvero una città affascinante e unica. Unico come l’amore e l’attaccamento che i palermitani hanno per la loro città e per la loro terra “prima vedi Palermo e la Sicilia, dopo, puoi vedere il resto del mondo!”.

Palermo inoltre è la città in assoluto dove ho mangiato meglio, dove avrei mangiato a qualsiasi ora del giorno e soprattutto dove ho speso meno, i prezzi sono davvero molto bassi. Arancine, pane, panelle, crocché, sfinciuni, cannoli siciliani, brioche con gelato sono solo alcune delle cibi che hanno reso il mio weekend palermitano davvero gustoso e indimenticabile.

Ecco quindi qualche consiglio su dove dormire, cosa vedere e soprattutto dove mangiare a Palermo

Dove dormire?

Per il mio weekend a Palermo ho scelto Liolà B&B. Un bed and breakfast situato all’ultimo piano di un vecchio palazzo di Via Tripoli. La zona è davvero centrale a 5 minuti a piedi dal Teatro Massimo e da Via Maqueda. La struttura ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed è possibile scegliere tra camere con bagno in comune o un singolo appartamento dotato di bagno e cucina privata per 6/7 persone. Noi abbiamo optato per l’appartamento, ampio e totalmente indipendente ad eccezione della mattina quando Luigi, il proprietario, entrava silenzioso e ci faceva trovare pane, brioche e pizzette fresche…una meraviglia!

Cosa vedere?

Il centro di Palermo si suddivide in quartieri: Capo, Ballarò,  Albergheria, Kalsa; Vucciria, Politeama, Libertà e Borgo Vecchio. Se trovate un alloggio in centro, Palermo è una città è facilmente visitabile a piedi.

Mercato Il Capo

Alloggiando nel quartiere Capo, non potevamo non iniziare la giornata di visita della città senza prima fare tappa al mercato alimentare di Capo. Dopo aver visitato Napoli e i suoi mercati pensavo che avrei rivissuto un’esperienza molto simile, ma mi sbagliavo, il mercato di Capo (e quello di Ballarò) sono in assoluto i mercati più belli, animati e caratteristici visti fino ad ora. Il mercato è un tripudio di colori, di  “abbainare” espressione che rimanda ai richiami chiassosi dei venditori delle strabordanti bancarelle di pesce, di frutta e verdura. Si estende lungo la via Carini e via Beati Paoli, la via di Sant’Agostino e la via Cappuccinelle. È un mercato attivo tutti i giorni e dà la possibilità di acquistare sia generi alimentari, sia altre mercanzie.

Chiesa dell’Immacolata Concezione

Già che siete in zona, lungo via Carini, si affaccia la Chiesa dell’Immacolata Concezione, un vero gioiello nascosto dalle bancarelle di frutta all’interno del mercato del Capo. Entrate e immergetevi nel barocco fiorito. La semplice e sobria facciata non lascia infatti immaginare cosa celi l’interno: marmi policromi, stucchi, pitture, ferri forgiati e dorati, statue e colonne tortili in marmo rosso. L’entrata costa solo 2€ e il biglietto dà accesso al Circuito di Arte Sacra e permette poi di avere sconti in altre Chiese di Palermo.

Teatro Massimo

Il Teatro Massimo di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, e uno dei più grandi d’Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. La piazza sulla quale si affaccia è un via vai costante di persone e la scalinata spesso è sosta di qualche stanco turista. Chi fosse appassionato della trilogia del Padrino non potrà infatti non riconoscere la scalinata esterna dell’edificio. Qui infatti è stata girata una delle scene più tragiche del Il Padrino III: l’assassinio di Mary, la figlia di Michael Corleone. Degno di nota è il bar del teatro, i tavolini all’aperto creano un angolo di pace, ideale dopo una giornata in giro per la città. E’ possibile visitare il Teatro solo attraverso delle visite guidate, maggiori informazioni le trovate qui http://www.teatromassimo.it/visita-il-teatro/

Via Maqueda

E’ la via più famosa di Palermo e va dal Teatro Massimo fino a Piazza Giulio Cesare. Un tempo questa era la via dello shopping ed era aperta al traffico. Oggi la via è totalmente chiusa al traffico ed è ricca di negozi e locali dove sedersi e mangiare. Secondo il tassista che ci ha accompagnato in aeroporto, la chiusura al traffico di questa via è stato un punto di svolta per la città di Palermo, l’ha resa più vivibile, meno inquinata e i palermitani qui amano passeggiare a qualsiasi ora del giorno.

Quattro canti

Percorrendo Via Maqueda ad un tratto vi troverete in una piazza di forma ottagonale è Piazza Villena meglio conosciuta come I Quattro Canti, anche se nel corso della storia si è guadagnata più di un appellativo, come Ottagono o Teatro del Sole. Ai 4 lati vi sono posti 4 edifici che rappresentano 4 quartieri di Palermo: Albergheria, Capo, La Loggia e Kalsa. I quattro edifici seicenteschi hanno facciate convesse dalla classica suddivisione a tre ordini sovrapposti (dorico, ionico e corinzio) con, al centro, fontane sormontate dalle statue delle quattro stagioni. Nelle nicchie degli ordini superiori si trovano invece le statue di re spagnoli e, al livello più alto, quelle delle protettrici di Palermo, le sante Cristina, Ninfa, Oliva e Agata, poi soppiantata da Santa Rosalia. Sulla. La Piazza è inoltre l’intersezione di via Maqueda e via Vittorio Emanuele, quest’ultima porta alla Cattedrale oppure, nel senso opposto verso il lungomare di Palermo.

Chiesa di San Giuseppe dei Teatini

All’angolo con via Vittorio Emanuele, in corrispondenza del canto meridionale, sorge la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Vi si accede mediante due ingressi: quello principale appunto da Corso Vittorio Emanuele mentre l’altro ingresso è quello di via Maqueda, che affaccia su Piazza Pretoria. La cupola colorata spicca nell’orizzonte cittadino ed è un infallibile punto di riferimento per i turisti smarriti per i vicoli della città. La Chiesa di S. Giuseppe dei Teatini di Palermo è una delle più belle ed importanti chiese barocche siciliane, un vero splendore capace di lasciare chiunque a bocca aperta. La chiesa è famosa anche per la sua fonte miracolosa a cui è legata un’immagine della Vergine detta della Provvidenza e una leggenda.
La leggenda narra che questa immagine fu esposta dopo una visione mistica di uno dei monaci, nella chiesa. Da lì a poco, nella cripta della chiesa, fu rinvenuta la sorgente la cui acqua, secondo gli scritti della confraternita teatina, operò decine di miracoli. La fonte, è ubicata all’interno di un piccolo cortile attiguo alla basilica, cui si ha la possibilità di accedere dalla navata destra, è sormontata da un’effige che rappresenta la Madonna ammantata che regge in braccio il suo figliolo. La fonte è visitata quotidianamente da decine di fedeli, che armati di bottiglie e bidoni, fanno scorte dell’acqua miracolosa.

Chiesa di San Giuseppe dei Teatini

Piazza Pretoria

Proseguendo su via Maqueda incontrerete la bellissima Fontana Pretoria con le sue 48 statue allegoriche che rappresentano Venere, Adone, Ercole, Bacco, Apollo, Diana, Pomona e tante altre. Attorno alla fontana è possibile ammirare Palazzo Bonocore, oggi museo e il Palazzo di Città, sede della Giunta Comunale. Piazza e fontana vengono anche chiamate “della Vergona”, la cui origine è ancora dubbiosa. C’è chi l’attribuisce al grido di protesta che i palermitani rivolgevano al Senato per il costo elevato della realizzazione dell’opera in un momento di carestia. Oppure c’è chi l’attribuisce alle statue alla cui vista le monache del vicino convento di Santa Caterina avrebbero esclamato che “che vergogna!”.

Piazza Bellini

Appena dopo Piazza Pretoria c’è Piazza Bellini, un altro angolo di Palermo circondato da altre meraviglie patrimonio UNESCO, la Chiesa di S. Maria dell’Ammiraglio conosciuta come Chiesa della Martorana, famosa per i suoi bellissimi mosaici ed affreschi, e la Chiesa di S. Cataldo, semplice ed essenziale. La Chiesa di S. Maria dell’Ammiraglio è una delle più affascinanti chiese bizantine in Italia. C’è chi sostiene la più bella in assoluto, anche per via del contrasto tra lo stile arabo-normanne e le successive aggiunte barocche del ‘600.  Ma attenzione, di fronte a queste due Chiese, vi è quella che considero una delle Chiese più belle mai viste la Chiesa di Santa Caterina.

Piazza Bellini

Chiesa, convento e chiostro di Santa Caterina

La chiesa fu edificata tra il 1580 e il 1596 ed è stata riaperta al pubblico nel 2016 dopo anni di restauro e il risultato è qualcosa di meraviglioso da togliere il fiato. Un tripudio barocco di stucchi, marmi e affreschi che decorano ogni centimetro dell’interno.

Chiesa di Santa Caterina

La chiesa fu annessa al già esistente monastero domenicano costruito tra il 1310 e il 1329 per volere di Benvenuta Magistro Angelo appartenente a una ricca famiglia aristocratica. Nel Quattrocento la struttura, nata come ospizio delle «repentite» (quelle donne che avevano vissuto in maniera dissoluta e che pentite decidevano di espiare i loro peccati ritirandosi a vita monastica), è diventata convento per monache di clausura.
Le grate alle finestre, lo stretto confessionale, il giardino, i lunghi e silenziosi corridoi, le celle, il refettorio e la ruota dove venivano lasciati anche i bambini abbandonati sono i segni tangibili della vita delle monache.

Il monastero oltre ad un luogo di preghiera fu un luogo ove si confezionavano medicamenti e cosmetici ma soprattutto si preparavano dolci per chi frequentava la chiesa, forse un modo per sdebitarsi e accogliere il prossimo. Questa tradizione sopravvisse fino agli anni Settanta e me ne ha dato testimonianza la ragazza della biglietteria della Chiesa dell’Immacolata Concezione. Mi ha raccontato infatti che la nonna, ogni domenica dopo la messa, “mano a manuzza” con sua mamma si recava dalla suore a prendere dolci e i cannoli. Ed è stata proprio lei a consigliarmi di mangiare qui il vero (e aggiungo il più buono) cannolo siciliano di Palermo.

Nel convento infatti da qualche anno è stato aperto I Segreti del Chiostro a Santa Caterina. All’interno del refettorio è stato allestito uno spazio aperto ogni giorno dalle 10 alle 18, dove è possibile acquistare i dolci tipici ma soprattutto gustare i cannoli siciliani fatti al momento. Come raggiungerlo? Semplice, basta seguire il profumo intenso di cannella oppure più semplicemente le indicazioni vicino alla biglietteria. Qui si respira davvero un’atmosfera semplice, genuina proprio come una pasticceria artigianale, dove è possibile acquistare dolci realizzati secondo le antiche ricette delle monache. Le ricette infatti,  per quanto possibile, cercano di riprodurre esattamente i dolci della tradizione del monastero. Insomma, la chiesa di Santa Caterina, con il suo monastero e la sua pasticceria sono da non perdere e rientrano a pieno titolo in quelle esperienze che valgono davvero un viaggio a Palermo. Il ticket d’ingresso richiesto ai visitatori e di 8 euro, con il quale è possibile visitare la chiesa, accedere alla cupola (vista pazzesca) e a parte del monastero.

Chiesa di San Domenico

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. Ognuno di noi deve continuare a fare la sua parte, piccola o grande che sia” questa frase scolpita nel marmo accoglie chi decide di far visita alla tomba di Giovanni Falcone nella Chiesa di San Domenico. Credo che questo basti a spiegarvi perché visitare questo luogo.

Mercato di Ballarò

Dopo Piazza Bellini proseguendo lungo Via Maqueda arriverete a Ballarò, il quartiere famoso per il mercato. Ballarò è il più antico dei quattro mercati storici (Vucciria, Capo, Lattarini, Ballarò). Nel medioevo era il mercato delle carni, del pesce e delle spezie che arrivavano dal Deccan, trasportate dalle carovane che entravano in città proprio da Ballarò, costruito nella zona vicina alla moschea, sul modello dei suq arabi. Qui scoprirete il fascino del caos, bancarelle di carne, pesce e verdure fresche, ma soprattutto il fascino e il gusto dello street food: pani ca meusa, pane con panelle e crocché, arancine, polpo bollito e stigghiola!

Cattedrale di Palermo

Vicino a Ballarò c’è uno dei simboli più rappresentativi della città e dello stile arabo-normanno, nonché patrimonio UNESCO: La Cattedrale di Palermo. La Cattedrale colpisce per la sua maestosità che la rende forse più simile ad un castello che ad una chiesa. Per chi è stato a Siviglia, troverà delle similitudini nei colori e nell’architettura. Al suo interno sono custodite le reliquie di S. Rosalia, patrona della città, la tomba reale di Federico II ed i gioielli di Costanza D’Aragona. Oltre a visitare l’interno, è possibile visitare le tombe reali, la cripta, il tesoro (una raccolta di opere d’arte databili tra l’età dei Normanni e l’Ottocento e salire sui tetti. Maggiori informazioni le trovate qui Info cattedrale Palermo.

Palazzo dei Normanni

Proseguendo lungo Via Vittorio Emanuele arriverete al Palazzo dei Normanni o Palazzo Reale, un tempo dimora reale ed oggi sede dell’Assemblea Regionale. All’interno del palazzo si trova uno delle opere più belle di Palermo, la Cappella Palatina, e vi assicuro che anche quest’opera vale decisamente il viaggio. la Cappella fu voluta da Ruggero II d’Altavilla, primo re normanno di Sicilia e fu utilizzata da quest’ultimo come cappella privata nel 1130. I suoi interni costituiscono uno dei più alti esempi di integrazione fra architettura e arti figurative: mosaici bizantini e arte araba come Il soffitto in legno della navata centrale, decorato con intagli e dipinti rappresentanti animali, danzatori e scene di vita della corte islamica e del paradiso coranico. I mosaici bizantini, che ripropongono scene della Bibbia, adornano tutta la chiesa e lasciano senza parole. Anche la Cappella Palatina ed il Palazzo Reale fanno parte dei siti UNESCO di Palermo.

Molto bello anche il piccolo giardino reale dove un gigantesco Ficus Macrophylla abbraccia un Pino domestico, passeggiare nei viali regala un attimo di pace e di relax.

Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti

Altro sito facente parte del patrimonio UNESCO è la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e sorge appena sotto le mura del Palazzo dei Normanni. La chiesa è famosa per le sue cupole rosse dal fascino esotico e per il bellissimo chiostro benedettino, un angolo di pace che personalmente mi è piaciuto molto. Non aspettatevi chiese decorate, l’interno, di forma geometrica semplice, si presenta spoglio e disadorno, ma la luce che penetra all’interno della chiesa, per la sua particolare conformazione riesce a regalare bellissimi effetti di luce e ombre. Il chiostro è l’unica testimonianza che resta dell’antico monastero benedettino, vi si accede attraverso un giardino di tipo mediterraneo composto da palme, agrumi di vari generi, allori, ulivi, nespoli, agavi; Il giardino, il chiostro e gli scorci della chiesa conferiscono a questo luogo un fascino davvero particolare.

Foro Italico

Il Foro Italico è la passeggiata sul mare dei palermitani, mi è stato consigliato e decantato come posto imperdibile e romantico, specialmente all’ora del tramonto, ma purtroppo devo essere sincera e confessare che non mi è proprio piaciuto. A mio avviso è un gioiello mancato, lontano anni luce da altri lungomare, come ad esempio quello di Napoli. Spazi verdi e lettini solari di piastrelle colorate non sono bastati a farmi amare questo luogo.

Villa Giulia

In fondo al Foro Italico trovate Villa Giulia, uno dei parchi di Palermo caratterizzato da tanti vialetti con cespugli ben curati, file di alberi, altissime palme e svariate statue, alcune raffiguranti personaggi illustri. Un luogo calmo, silenzioso, a due passi dal mare, vale una passeggiata e un po’ di meritato di riposo.

Piazza Magione

Nel quartiere Kalsa via Piazza Magione, una delle piazze più importanti del centro storico di Palermo. Prende il nome dall’omonima chiesa, con antico convento annesso, che sorge proprio nei pressi di questo luogo significativo. La piazza si è formata sulla più piccola piazza Sant’Euno, le cui caratteristiche sono state stravolte a causa dei violenti bombardamenti che colpirono la città durante la seconda guerra mondiale e che ne distrussero completamente i palazzi che la circondavano. Oggi è punto di raduno serale da molti giovani, ma la piazza è anche utilizzata per la commemorazione di Giovanni Falcone il 23 maggio, nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci. Proprio in questo quartiere, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, trascorsero infatti la loro infanzia.

Mondello

Palermo è soprattutto una città di mare. Quindi, una volta visitate tutte le bellezze del centro vi consiglio una passeggiata a Mondello, la spiaggia dei palermitani. Purtroppo io ho trovato tempo incerto ma vi assicuro che, nonostante vento forte di scirocco e nuvolini ho percepito comunque la bellezza di questo luogo: sabbia bianca, mare cristallino, viali alberati, ottimi ristoranti, bar e negozi. Durante i mesi invernali si può godere della calma e della serenità che offre il luogo e durante i mesi estivi Mondello si popola di migliaia di villeggianti e spesso trovare un posticino in spiaggia è davvero faticoso.  Mondello è facilmente raggiungibile con l’autobus. Vicino al teatro Politeama si trova la fermata del 806 che in 20 minuti vi porterà direttamente in spiaggia.

Dove mangiare?

Palermo, è un tripudio di ottima cucina e pasticceria ed è soprattutto la capitale italiana dello street food. Le arancine, i crocchè, il panino con la meusa (milza), lo sfincione (focaccia morbida con pomodoro e caciocavallo), lo stigghione (budella di vitello), le panelle (schiacciatine fritte di farina di ceci), il cannolo, meritano di esser mangiate almeno una volta nella vita, anche perché, renderanno un viaggio a Palermo davvero unico.

Qui di seguito vi elenco i posti dove ho mangiato e (ovviamente) vi consiglio di andare

Nni Franco U’ Vastiddaru

Storica friggitoria nei pressi di piazza Marina, negli anni è diventato un punto di riferimento dello street food palermitano. Qui è possibile assaggiare panelle e crocchè, pane con la meusa, sfincione e una serie di fritti dalla indubbia bontà. E per chi si chiedesse “cosa significa Vasiddaru?” il nome deriva da vastidda, la tipica focaccia rotonda con il cimino sopra. Super economico!

Trattoria Bersagliere

Trattoria spartana verace e tradizionale nel cuore di Palermo. Tovagliette e vino sfuso della casa accompagnano piatti tipici,  caserecci, abbondanti e cucinati a regola d’arte,  una cucina che ricorda quella di casa. Prezzi davvero economici.

Casa del Brodo dal Dottore

Se oltre allo street food e alla cucina da trattoria volete provare un ristorante vi consiglio la Casa del Brodo dal Dottore. Nome particolare, vero? Pensate, questo ristorante è il più vecchio di Palermo ed è gestito dalla stessa famiglia da 5 generazioni. Si racconta che, in coincidenza con l’epidemia che colpì la città nei primi anni del ‘900, il ristorante serviva delle ottime tazze di brodo e quelli che lo bevevano avvertivano subito una sensazione di benessere. La voce si sparse subito in città facendo diventare famosa la “Casa del Brodo” e anche a chi non aveva la possibilità di acquistare il brodo, il fondatore Salvatore Catanese, offriva sempre una tazza calda. Da qui deriva il nome curioso del ristorante. Qui ho cenato divinamente insieme ai miei amici, primi piatti eccezionali come tortellini in brodo, pasta con le sarde, spaghetti ai ricci, alle vongole e al nero di seppia e ravioli ripieni di spada con pomodorini e bottarga. Per poi passare a secondi piatti ottimi e al cannolo scomposto servito come dessert… buonissimo!

Antica Friggitoria Come Una Volta

Sono capitata per caso in questo posto mentre passeggiavamo nel “centro” di Mondello mentre cercavamo ristorantino semplice per pranzo ed è stata una piacevole scoperta. Abbiamo infatti pranzato molto molto bene: un piatto di antipasti tipici palermitani quali : sfincione, caponata, polpette di sarde, olive di Castelvetrano, panelle, crocchè, arancine e piatti giganteschi di pasta con sarde.

I Segreti del Chiostro a Santa Caterina

Se volete assaggiare degli ottimi e freschi cannoli siciliani fatti al momento questo è il posto giusto.

Inoltre, elenco altri posticini dove mangiare, purtroppo non sono testati personalmente ma mi sono stati consigliati da amici palermitani:

  • Bisso Bistrot Via Maqueda 172 zona Quattro Canti
  • Ristorante 4 mani Via Francesco Riso 3 zona Kalsa
  • Osteria Mangia e Bevi Largo Cavalieri di Malta 18
  • Moltivolti Via Giuseppe Mario Puglia 21 zona Palazzo Monte Federico – Chiesa Santa Chiara (centro)
  • Focacceria Basile Via Bara All’Olivella 26, di fronte Teatro Massimo

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“Non dovremmo negare che l’essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla liberà assoluta, e la strada porta sempre a Ovest” (Christopher McCandless) Amo questa frase, amo essere nomade e viaggiare per il mondo, le mie strade portano ovunque mi spinga la mia curiosità e la mia voglia di vedere, fotografare, scoprire ed emozionarmi, ovest, est, nord o sud che sia. Niente più di un biglietto aereo e una cartina in mano mi da questa sensazione di totale libertà, viaggerei sempre e ovunque, il mondo è così grande che non c’è un posto dove non andrei. Adoro portare per le strade del mondo questa ragazza curiosa, sognatrice, insicura, indipendente, ironica, timida, pasticciona, ansiosa, solare, testarda, fifona, buona, amicona, non convenzionale e che si descrive in terza persona! In questo blog vi voglio raccontare i miei viaggi, le mie emozioni… la mia libertà!

2 risposte a "Weekend a Palermo"

  1. Questa è veramente una guida ottima e completissima, complimenti davvero! A me avevano colpito un sacco i mercati, la Fontana Pretoria, la Cattedrale ed il Palazzo dei Normanni. Era una splendida giornata di sole e tutto brillava di luce e colore! Bellissima Palermo!

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Elena, grazie! Io purtroppo non sono stata molto fortunata con il meteo, ma il suo colore e il suo temperamento splendevano nonostante il cielo grigio.

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